LA REGGIA DI CASERTA, UNA RESIDENZA DI ORGOGLIO E DI PRESTIGIO

Un viaggio alla ricerca delle eccellenze della enologia italiana non può avere solo una finalità di benessere fisico perché esso si può abbinare ad una conoscenza culturale del territorio che si visita. Il percorso più agevole e più interessante per raggiungere le terre del Falerno dovete iniziarlo uscendo al Casello Caserta Nord dell’Autostrada del Sole. Diventa quindi doveroso per voi non perdere l’occasione di una visita alla Reggia di Caserta. Costruita per volontà di Carlo III di Borbone a partire del 1752 su progetto di Luigi Vanvitelli, l’opera fu poi seguita da suo figlio Carlo. Il desiderio del re Borbone era quello di competere con le regge prestigiose dell’Europa e, secondo molti critici, riuscì superare per grandiosità e bellezza i precedenti modelli.

CAPUA, LA CITTÀ “RIBELLE”

Dopo la visita alla Reggia proseguite verso Nord ed incontrerete subito Capua, città di antica tradizione, legata alle Guerre Puniche: tradì Roma alleandosi con i Cartaginesi e se non ricordate gli “ozi di Capua” del generale, vi è sul fiume Volturno un “Ponte Annibale”, che vi farà tornare alla mente quegli antichi avvenimenti. Distrutta la città antica, fu ricostruita nel Medioevo rimanendo importante centro e conservando tracce dell’antica romanità.

SESSA AURUNCA E LA VIA APPIA

Proseguite il vostro viaggio ed entrerete nel cuore del territorio del Falerno, che ha come centro più illustre Sessa Aurunca, stazione importante lungo la Via Appia che collegava Roma a Brindisi. Resti archeologici importanti in città sono il Ponte Aurunco e il Teatro Romano.

LA LUNGA VITA DEL FALERNO

La Campania era la zona vinicola dell’antica Roma e il Falerno del Massico era uno dei vini celebrati dai poeti e soprattutto da Orazio. Continuò la sua vita attraverso il tempo, anche se conosciuto con altri nomi, e nel Settecento era ancora molto apprezzato. La sua prova più difficile fu quella di sopravvivere ai danni della fillossera della vite di fine Ottocento. Dagli anni ’60 del secolo scorso è stato rilanciato ed è diventato un prodotto di punta dell’enologia italiana. La zona di sua produzione oggi è abbastanza vasta e si estende ai comuni di Sessa Aurunca, Cellole, Mondragone, Falciano del Massico e Carinola.

CARATTERISTICHE DEL FALERNO

Il vino Falerno si ottiene da uve Aglianico (80 %) e Piedirosso (20 %), che sono vitigni molto diffusi in Campania.

Il vino presenta un colore rubino intenso e un sapore deciso e profondo che lascia il palato ricco di sensazioni piacevoli. Dopo la fermentazione il vino passa in botte per l’invecchiamento di un anno, ma per ottenere la variante Riserva si prosegue con l’invecchiamento di altri 18 mesi. È un vino di grande corpo che raggiunge almeno i 13 gradi e può essere invecchiato a lungo, anche oltre i 10 anni.

Segnaliamo per gli amanti di vino bianco che secondo il disciplinare del Falerno DOP si può ottenere un ottimo Falerno bianco da uva a bacca bianca da Falanghina, dal colore giallo paglierino e dal sapore morbido e molto armonioso adatto per tutti i piatti di pesce.

CANTINE DI FALERNO

Sono numerose i produttori di Falerno, ma qui indichiamo le più famose, visibili anche sulla MAPPA:

Cantine Moio di Mondragone https://www.cantinemoio.it/
Masseria Felicia di Sessa Aurunca https://www.facebook.com/masseriafelicia/?locale=it_IT
Fattoria Pagano di Carinola http://fattoriapagano.it/
Cantina Antonio Papa di Falciano del Massico http://www.gennaropapa.it/
Villa Matilde Avallone di Cellole http://www.villamatilde.it/

In particolare, Villa Matilde Avallone ha aperto un Agriturismo dove si può soggiornare e consumare pranzi completi.

PRODOTTI TIPICI DEL MASSICO

Il territorio del Massico propone piatti della tradizione campana, che elenca una notevole serie di primi piatti ed anche medaglioni di vitella alla pizzaiola e spalla di agnello al forno. Il Falerno è un vino impegnativo che deve essere abbinato a piatti robusti come arrosti, carne grigliata e agnello, ma si può apprezzare anche con formaggi stagionati.

Si ringraziano: Villa Matilde Avallone di Cellole e Fattoria Pagano di Carinola, per la disponibilità nell’utilizzo delle loro foto.
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