Via di pellegrinaggio e itinerario culturale d’Europa, la via Francigena si snoda in Italia per 1100 chilometri dal Gran San Bernardo a Roma, prolungandosi poi per altri 900 chilometri circa fino a Santa Maria di Leuca, sull’estrema punta meridionale della Puglia: un magnifico percorso da fare a piedi o in bicicletta attraversando tutta la varietà dei paesaggi italiani, sulle orme degli antichi pellegrini diretti a due tra le principali mete sante, Roma e Gerusalemme.
Concludiamo il nostro viaggio riprendendo da Siena per raggiungere infine Roma attraverso paesaggi indimenticabili per la varietà e la ricchezza delle testimonianze storico – artistiche, in circa 12 giorni di cammino e di emozioni.

GIORNI 1 – 3

Da Siena a Radicofani: nella Val d’Orcia, patrimonio UNESCO

Siamo nell’incanto “da cartolina” del paesaggio toscano. Attraverso l’ambiente aspro e scarno delle famose crete senesi e il percorso lungo la Valle dell’Arbia. con le dolci colline coltivate a vite (rinomata la produzione del Brunello di Montalcino), entriamo nella Val d’Orcia, una terra ancora selvatica, rimasta ai margini della modernità e quindi integra, che nasconde veri e propri tesori artistici e paesaggistici: non a caso è tutelata dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità. Indimenticabili la collegiata romanica di San Quirico d’Orcia, la piazza d’acqua termale di Bagno Vignoni, luogo davvero unico dove un tempo si immergevano i pellegrini, la rocca di Castiglione d’Orcia che domina la valle, e infine Radicofani, guadagnata dopo una lunga salita, che ripaga il viandante con il suo fascino di borgo medievale raccolto e intatto. Una piccola deviazione a Bagni San Filippo consente anche al moderno viandante una sosta rigenerante nelle acque termali, che qui si raccolgono in pozze tra bianche rocce calcaree.

San Quirico

GIORNI 4 – 7

Da Radicofani a Viterbo, alla scoperta della Tuscia

Ci avviamo a lasciare la Toscana per entrare nel Lazio, dopo una lunga discesa da Radicofani verso la Val di Paglia che regala una vista aperta sul paesaggio collinare, il monte Amiata sullo sfondo. I campi e le vigne cedono il posto ai pascoli con le loro greggi, tipici del paesaggio laziale. Si raggiunge Acquapendente, il primo centro del Lazio, passando per Centeno, che segnava anticamente il confine Tra Granducato di Toscana e Stato della Chiesa, oppure per il borgo di Proceno seguendo una variante un po’ più lunga ma bella e sicura, lontano dalla trafficata via Cassia. Acquapendente nasconde sotto la Cattedrale del Santo Sepolcro una cripta del XII secolo. Ci accoglie di lì a poco Bolsena, sull’omonimo lago vulcanico. Siamo nella Tuscia, già terra etrusca, ricca di sorgenti termali, dove gli edifici antichi presentano il colore grigio e austero del tufo, segnando un contrasto con i colori di terra dei borghi toscani lasciati da poco. Raggiunto Montefiascone e la sua rocca alta sul lago, il viandante si trova a camminare per un lungo tratto sul basolato romano, perfettamente conservato, della Cassia antica. Ed eccoci in breve a Viterbo, di origine etrusca, ricca di edifici illustri in quanto sede papale nel XIII secolo.

GIORNI 8 – 12

da Viterbo a Roma: l’incanto delle campagne romane e l’emozione della Città eterna

Pochi giorni di cammino ci separano ormai da Roma, in un percorso che rimane nel verde fino alla periferia dell’Urbe, in località La Storta. Separati da boschi, uliveti e pascoli, si incontrano borghi antichi di origine etrusca come Vetralla, Capranica, Formello, Campagnano di Roma. La città di Sutri, poco dopo Vetralla, è il vero gioiello di questo tratto per i tesori archeologici che custodisce: una necropoli etrusca, uno splendido anfiteatro romano in tufo del II secolo a.C e la chiesetta ipogea paleocristiana della Madonna del Parto, anch’essa scavata nel tufo, già luogo di culto pagano dedicato al dio Mitra risalente al III secolo d.C. Trasformata in chiesa cristiana fu decorata con affreschi tra cui la raffigurazione della storia di San Michele sul Gargano, con una lunga fila di pellegrini diretti a Monte Sant’Angelo. Una curiosità: in quest’ultimo affresco è riconoscibile un ricco che offre denari a un pellegrino affinché compia il pellegrinaggio in sua vece, per procura, secondo una pratica in uso nel Medioevo. Il cuore di Roma è raggiungibile da La Storta in una giornata di cammino passando dal Monte Mario, il “monte della gioia”, da cui la vista giunge fino alla grande cupola michelangiolesca di San Pietro, meta finale della via Francigena romea.

Piazza San Pietro, Roma


LA STORIA
PER APPROFONDIRE

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