Francavilla Fontana

Iniziate il vostro viaggio da Francavilla Fontana, cittadina posta lungo la SS7 Appia che riprende il percorso dell’antica via romana. La città nacque all’inizio del XIV secolo per iniziativa di Filippo I d’Angiò che favorì la riunione di vari piccoli villaggi in un unico centro abitato. Nel 1368 Giovanni de Nantolio creò un feudo che si staccò dai possedimenti del Principe di Taranto e i suoi successori realizzarono mura di difesa e un castello. Succedettero diversi titolari del feudo compreso Carlo Borromeo che vendette tutto il territorio di Francavilla al re di Napoli, in seguito diventò titolare del feudo Filippo Spinola, ma nel 1572 esso fu comprato da Davide Imperiali e la sua famiglia tenne il possesso fino all’inizio del Settecento quando, estintasi la dinastia degli Imperiali, il feudo passò definitivamente al re di Napoli. Monumenti di particolare interesse architettonico sono la Basilica del SS. Rosario e il Castello Imperiali. Conclusa la visita riprendete la SS7 Appia per recarvi a Brindisi.

Brindisi, “Porta d’Oriente”

Il territorio della città, anticamente abitato dai Messapi, trovò nel porto naturale un punto di importanza strategica commerciale e culturale perché da esso si poteva partire per l’opposta sponda dell’Adriatico e per la Grecia e l’Oriente. Brindisi fu conquistata dai Romani nel 267 a.C. e diventò il puto d’arrivo della Via Appia. Lì si svolsero numerosi fatti storici tra i quali spicca la morte del poeta Virgilio nel 19 a.C. Proprio per il suo ruolo di porto d’imbarco la città fu definita “porta d’Oriente”. Dopo la caduta dell’Impero Romano fu dominata dai Bizantini e poi dal 1070 dai Normanni. La città svolse un ruolo importante durante le Crociate perché lì si imbarcavano i cavalieri cristiani e i pellegrini diretti a Gerusalemme. Fece pare del Regno di Napoli degli Angioini e poi degli Spagnoli. Nei secoli successivi la città visse un lungo periodo di crisi economica e lo stesso porto subì gravi danni di insabbiamento. Solo dal 1775 si fecero opere di bonifica delle paludi e di riattivazione del porto. La città fu annessa nel 1861 al Regno d’Italia e con l’apertura del Canale di Suez il porto della città riacquistò grande importanza come punto d’arrivo dei flussi commerciali dall’Oriente. Nel 1943 a Brindisi trovò rifugio il re Vittorio Emanuele III con la sua corte e poi diventò sede del comando degli Alleati nel settore Adriatico. Ancora oggi Brindisi svolge con il suo porto un importante ruolo commerciale. Fra i vari monumenti interessanti della città si segnalano il Duomo, le Colonne Romane e la Loggia Balsamo. Conclusa la visita recatevi all’Azienda Vinicola Tenute Rubino di Via Fermi 50 nella stessa Brindisi per la vostra visita enogastronomica.

Brindisi: il Duomo

Brindisi: le Colonne Romane

Storia del vino Brindisi Rosso

La viticoltura nel territorio di Brindisi risale all’epoca dei coloni originari di Creta ed anche nel periodo romano la zona era famosa per il suo vino. In epoca recente lungo la costa adriatica si è molto diffuso il vitigno Negroamaro il vino del quale veniva considerato come adatto solo al taglio. Solo negli anni Settanta del secolo scorso esso è stato valorizzato e per l’impegno de produttori è diventato un vino di prestigio. Nel territorio di Mesagne e di Brindisi esso è stato utilizzato come base di un vino di livello che ha preso il nome della città del porto. Il disciplinare del 1979 ha stabilito regole vincolanti che hanno reso il Brindisi un vino di valore. Un particolare significativo di cambiamento di lavorazione delle uve è stato quello di scegliere per l’affinamento le barrique in sostituzione delle grandi botti per ottenere un vino più morbido e piacevole.

Caratteristiche del Brindisi Rosso

Il vino si ottiene da uve del vitigno Negroamaro (70%) e da uve di altri vitigni a bacca nera, come la Malvasia nera di Brindisi, il Sussumaniello o Montepulciano (30%). Il vino ha un colore rosso rubino con riflessi dorati, un profumo intenso, vinoso, e un sapore pieno con retrogusto amarognolo. Deve avere una gradazione minima di 12 gradi ma quasi sempre raggiunge i 13,5-14 gradi. Può essere invecchiato per 10 anni e oltre.

Grappoli di uve Negroamaro

Abbinamenti

Il Brindisi Rosso si abbina bene con primi piati di pasta con condimenti saporiti, con carni rosse alla brace, con cacciagione e formaggi stagionati. Il vino si abbina molto bene con un piatto tipico di Brindisi, i Torcinelli, cioè involtini di interiora di agnello in budello alla bace.

Torcinelli di Brindisi

Storia dell’Azienda vinicola Tenute Rubino

L’azienda ha una storia recente ma ricca di successi. Essa viene fondata negli anni Ottanta del secolo scorso da Tommaso Rubino che acquisisce delle tenute intorno a Brindisi e decide di coltivare vitigni locali salentini che si prestano ad ottenere vini di qualità. Al fondatore dopo qualche anno succede il figlio Luigi che si assume il merito di avere dato nuovo prestigio al vitigno salentino Sussumaniello. Luigi decide poi di realizzare una nuova cantina moderna e funzionale e di acquistare nuove tenute tanto da raggiungere 270 ettari di vigneti con l’obbiettivo di produrre vini di alta qualità, tra i quali spicca il Brindisi Rosso molto apprezzato dal mercato. L’azienda cura molto le relazioni con i clientela perché è orgogliosa dei prodotti della sua attività ed organizza visite enogastronomiche alle quali potete partecipare anche voi prenotando opportunamente.

Produttori di Brindisi Rosso

Azienda Vinicola Tenute Rubino
Azienda Vinicola Sergio Botrugno
Azienda Vinicola Cantine Risveglio
Azienda Vinicola Cantina Sampietrana
Azienda Vinicola Mediterranea
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