Mantova, “città ducale e virgiliana”

Il territorio della città fu abitato fin dall’epoca del bronzo, ma secondo la tradizione essa fu fondata dagli Umbri e poi dominata dagli Etruschi e dai Celti. Mantova fu conquista dai Romani nel 241 a.C. e nel 90 a.C. diventò città libera ed i suoi abitanti diventarono cittadini romani. Nel vicino villaggio di Andes nel 70 a.C. nacque il grande poeta Virgilio che ancora oggi è considerato una gloria mantovana. Alla caduta dell’Impero Romano dal 476 d.C. la città fu dominata dai Goti, poi dai Longobardi ed infine dai Franchi. Dopo l’anno Mille Mantova passò alla famiglia dei Canossa prima con Tebaldo e poi con la Contessa Matilde e alla sua morte diventò libero comune. Nel 1273 si istaurò la Signoria dei Bonacolsi che durò fino al 1328 e l’anno successivo l’Imperatore Ludovico il Bavaro concesse il titolo di Capitano del Popolo a Luigi Gonzaga e con lui iniziò il dominio della famiglia prima come marchesi dal 1433 e dal 1530 come duchi per il titolo concesso dall’Imperatore Carlo V. Sotto i Gonzaga Mantova diventò una delle città più ricche, potenti e belle del Rinascimento Italiano. Grandi artisti contribuirono ad espandere e ad abbellire la città con opere come la Camera degli Sposi in Palazzo Ducale di Andrea Mantegna, il Sant’Andrea di Leon Battista Alberti e gli affreschi in Palazzo Te di Giulio Romano. Nel 1630 la città fu conquistata dai Lanzichenecchi che vi diffusero la peste, poi nel 1707 ebbe termine il dominio dei Gonzaga e la città passò, come tutta la Lombardia, all’Impero d’Austria. Vi fu poi un breve periodo di dominazione francese con l’annessione della città alla Repubblica Cisalpina e poi nel 1805 al Regno d’Italia. Con il Congresso di Vienna nel 1815 Mantova ritornò agli Austriaci e costituì il Quadrilatero difensivo insieme a Peschiera, Verona e Legnago. Quando poi nel 1859 l’Austria sconfitta dovette cedere alla Francia la Lombardia Mantova rimase sotto dominazione austriaca e solo alla conclusione della Terza Guerra d’Indipendenza nel 1866 la città fu annessa al Regno d’Italia. Nel 2008 Mantova e la città di Sabbioneta sono state inserite nella lista del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Della lunga serie di monumenti artistici della città, escludendo Palazzo Te perché fuori centro abitato, si consiglia di visitare il Palazzo Ducale, la Basilica di Sant’Andrea e la Rotonda di San Lorenzo. Conclusa la visita uscite dalla città ed imboccate la SS 62 della Cisa ed arrivati a Villafranca Verona inseritevi nella SP 24 per arrivare all’Ossario di Custoza.

Mantova: Basilica di Sant’Andrea

Mantova: Rotonda di San Lorenzo

Custoza, due “fatali battaglie”

Custoza è la località dove si svolsero due fatti tragici per la storia italiana. Vi si combatterono due battaglie che si conclusero con sconfitte per gli eserciti prima piemontese e poi italiano. La prima di esse si verificò tra il 22 e il 27 luglio del 1848 durante la Prima Guerra di Indipendenza. L’esercito piemontese comandato dal re Carlo Alberto dopo aver ottenuto alcuni successi nell’inseguire l’esercito austriaco che, abbandonata Milano, si era ritirato verso Mantova, subì la sconfitta e dovette ritirarsi verso Milano e ritornare in Piemonte. La seconda battaglia si combatté il 24 giugno 1866 durante la Terza Guerra d’Indipendenza. Era già nato il Regno d’Italia che, alleato con la Prussia, si scontrò con l’esercito austriaco e nella battaglia subì una sconfitta che però non ebbe conseguenze disastrose. Infatti per la vittoria dei Prussiani sugli Austriaci l’Italia ottenne il Veneto che fu annesso all’Italia con un plebiscito. Le due battaglie furono sanguinose e pertanto in onore dei caduti fu eretto l’Ossario, inaugurato il 24 giugno 1879, che è diventato simbolo del sacrificio di chi combatté per l’Unità d’Italia.

L’Ossario di Custoza

Conclusa la visita inseritevi nella SP 54 per arrivare a Sommacampagna all’Azienda Vinicola Cavalchina dove si conclude il vostro viaggio.

Storia del Bianco Custoza

Nella zona di Custoza e dintorni si produce vino da tempo immemorabile, ma la storia moderna del Custoza inizia nel 1971 con la concessione della DOC (Denminazione di Origine Controllata) in base ad un disciplinare che ne ha fissato regole precise. Il vino ha una composizione complessa perché utilizza uve di vari vitigni tipici del Veneto e zone limitrofe. I comuni di produzione sono situati sulla riva sinistra del fiume Mincio come Custoza, Valeggio e Sommacampagna, ma anche più a Nord verso il Lago di Garda come Bardolino e San Pietro in Cariano. La fermentaziione viene fatta in vasche di acciaio fino allaprimavera successiva alla vendemmia quando poi il vino viene imbottigliato.

Vigneti intorno a Custoza

Caratteristiche del Bianco Custoza

Il vino si ottiene da uve dei virtigni Trebbiano Toscano, Garganega, Tocai Friulano (massimo 70%, ma ognuno non può superare il 45%) e da uve dei vitigni Malvasia, Riesling, Pinot Bianco e Chardonnais (massimo 30% o singoli o mescolati). Il vino ha un colore giallo paglierino, un profumo fruttato e lievemente aromatico e un sapore morbido che lascia un po’ di amarognolo nel retrogusto. Deve avere una gradazione minima di 11 gradi e si beve normalmente entro l’anno.

Grappoli di Garganega

Abbinamenti

Il Bianco Custoza ha un’ampia possibilità di abbinamenti con antipasti di salumi, con uova e asparagi, con prosciutto e melone o fichi, con primi piatti di riso, con carni bianche e soprattutto con pesce in generale e crostacei. In considerazione della vicinanza del Lago di Garda si consiglia l’abbianmento con un piatto tipico della zona, il Lavarello ai ferri.

Lavarello ai ferri

Storia dell’Azienda Vinicola Cavalchina

La zona dell’azienda coltivava viti fin dalla metà dell’Ottocento ma la storia della Cavalchina inizia ufficialmente nel 1948 quando Luciano Piona acquisstò i primi vigneti e diede inizio alla sua avventura enologica. E fu proprio lui che nel 1962 usò per primo il nome Custoza per il vino bianco che produceva utilizzando i vitigni locali Fernanda, Trebiano e Garganega. Il riconoscimento della DOC (Denominazione di Origine Controllata) nel 1971 fu il coronamento di una coraggiosa iniziativa imprenditoriale dato che il Custoza subito conquistò i mercati diventando uno dei bianchi più rinomati del Veneto. A Luciano subentrò poi il figlio Giulietto e nel 1987 con il giovane Luciano iniziò l’attività della terza generazione familare che però non rinnega la “filosofia” precedente e si impegna a coniugare al meglio tradizione e innovazione per ottenere sempre prodotti di alta qualità. Oggi l’azienda è condotta da Franco che ha ottenuto che la Cavalchina diventasse un’azienda tra le più rinomate dell’enologia veneta. E’ possibile visitare l’azienda per un incontro di degustazione che consente di assaggaire i vari vini e di poter conoscere la qualità soprattutto del Bianco Custoza.

Produttori di Bianco Custoza

Loading...
Loading...