Asti, la città dello spumante e del Palio
Iniziate il vostro viaggio uscendo al Casello Asti Ovest oppure a quello Asti Est dell’Autostrada A4, o in alternativa uscendo dalla SS 231 Asti-Cuneo per una visita alla città. Il luogo della città era abitato da antiche popolazioni liguri ma la città fu fondata nel II secolo a.C. dai Romani con il nome di Hasta. Nel Medioevo fu prima capoluogo di un ducato longobardo e poi di una contea franca. Asti presto diventò un centro di scambi commerciali e di attività bancaria molto importante. Nel 1095, diventato libero comune, Asti vide un grande sviluppo economico e nacquero le cosiddette “casane”, istituti di credito su pegno che operavano in tutta Europa. La città poi si sottomise ai Marchesi del Monferrato ed in seguito al re di Napoli Roberto d’Angiò. Nel 1342 nacque la Contea di Asti che passò sotto il dominio dei Visconti di Milano. Seguì un periodo nel quale si alternò il dominio dei Marchesi del Monferrato e dei Visconti di Milano. Quando poi nel 1531 l’Imperatore Carlo V cedette la Contea di Asti alla famiglia dei Savoia la città rimase sempre legata ad essa sia quando si ebbe il Ducato di Savoia sia quando fu fondato nel 1720 il Regno di Sardegna, diventato poi Regno d’Italia. Asti si trova al centro di un territorio che da sempre ha espresso una vocazione viticola ed è diventata famosa nel mondo per il suo spumante. La produzione vinicola è la base fondamentale del benessere della città. Caratteristica urbanistica di Asti, eredità del Medioevo, è la presenza di numerose torri. Nell’epoca comunale le famiglie nobili facevano a gara a costruirle per dimostrare la loro ricchezza e potenza e si raggiunse il numero straordinario di circa 120, delle quali oggi ne rimangono una ventina. Una delle testimonianze del passato storico della città è la manifestazione del Palio, che in base ai documenti nacque sul finire del XIII secolo. La manifestazione che prima si svolgeva nel mese di maggio lungo le strade cittadine, durante la festa in omaggio del patrono San Secondo, dal 1967 si tiene in un circuito chiuso la prima domenica di settembre. Monumenti importanti della città sono la Cattedrale di Santa Maria Assunta, la Torre Rossa e la Torre Comentina. Conclusa la visita uscite dalla città ed imboccate la SP 122 per recarvi a San Damiano d’Asti.
- Asti: La Torre Rossa
- Asti: Torre Comentina
San Damiano d’Asti
Il borgo ha un data precisa di fondazione. Nel 1275 durante la guerra tra Genova e il re di Napoli Carlo d’Angiò la città di Asti distrusse diversi castelli del territorio e obbligò gli sfollati a fondare un centro abitato che prese il nome di San Damiano. Il borgo seguì le vicende della città di Asti, alla quale rimase molto legato, e quando nel 1632 col Trattato di Mirafiori San Damiano fu assegnata ai Savoia la città diventò feudo dei Marchesi di San Martino d’Agliè. San Damiano seguì le sorti del Regno di Sardegna e del Regno d’Italia poi. I monumenti più significativi del borgo sono la Chiesa di Santi Cosma e Damiano e il Palazzo Comunale. Conclusa la visita uscite e reinseritevi nella SP 122 per Canale e da lì imboccate la SP 929 per recarvi a Vezza d’Alba per una visita all’Azienda Vinicola Fabrizio Battaglino.
Storia del Roero Arneis
L’Arneis è un vitigno bianco autoctono del Piemonte che è stato trascurato nel passato a vantaggio dei vitigni a bacca rossa più redditizi come il Nebbiolo e il Barbera. Solo negli anni Settanta del secolo scorso è stato rivalutato da diversi produttori con grande successo. La zona di produzione è limitata e si trova sulla riva sinistra del fiume Tanaro tra Alba ed Asti. Il vino prende il nome anche dalla regione storica in cui viene prodotto e che deriva dal nome dell’antica famiglia Roero che tenne per secoli il feudo della zona. I comuni di produzione sono situati in provincia di Cuneo e tra essi si possono citare Vezza d’Alba, Canale d’Alba, Montalto Roero, Monteu Roero, Santo Stefano Roero e Bra. La fermentazione e l’affinamento del vino vengono effettuati in vasche di acciaio.
Caratteristiche del Roero Arneis
Il vino si ottiene solo da uve del vitigno Arneis, ha un colore giallo paglierino con riflessi sul verde, un profumo fresco e delicato, un sapore secco ed elegante. Deve avere una gradazione minima di 10,5 gradi ma normalmente aggiunge i 13-14 gradi. Può essere invecchiato non oltre i 2-3 anni.
Abbinamenti
Il Roero Arneis ha una vasta possibilità di abbinamenti. Si può abbinare con antipasti di verdure, con risotti e pase asciutte, con carni bianche, con formaggi freschi, ma soprattutto con piatti di pesce: molluschi e pesce di mare alla griglia o al cartoccio. Considerata la zona di produzione il vino si abbina bene con un piatto tipico della zona: il vitello tonnato.
Storia dell’Azienda Vinicola Cantina Fabrizio Battaglino
L’azienda nacque all’inizio degli anni Sessanta del secolo scorso per iniziativa di Riccardo Battaglino che volle sfruttare la vocazione enologica del Roero per produrre vini di grandi qualità come Nebbiolo e Barbera, apprezzati subito dal mercato e dagli esperti del settore. La gestione dell’azienda poi fu assunta dal figlio Mario ed infine si giunse alla terza generazione con Fabrizio, attuale titolare che ha raccolto l’eredità di famiglia e si è impegnato a sfruttare al meglio le potenzialità di un terreno sabbioso che consente un’alta qualità ai vini dell’azienda come il Nebbiolo e il Barbera, ai quali si è aggiunto quel Roero Arneis che compete con i vini a bacca rossa di lunga tradizione in quel territorio. L’azienda organizza visite di degustazione alle quali potete partecipare anche voi prenotando presso la sede di Via Montaldo 44di Vezza d’Alba per dare un piacevole conclusione al vostro viaggio.









