Nuraghe Oschina

Iniziate il vostro viaggio percorrendo la SS 131 Carlo Felice e uscendo all’altezza del Nuraghe Oschina per una visita. I Nuraghi sono costruzioni in pietra tipici della Sardegna e risalgono al periodo tra l’Età del bronzo e l’Età del ferro, cioè il periodo che va tra il 1800 e il 700 a.C. Esistono diverse teorie sulla finalità di queste costruzioni, ma la maggior parte degli storici sostengono che essi avevano una funzione di abitazione, di difesa militare e di culto religioso. Il Nuraghe Oschina è una strutture circondata da fitta vegetazione ed è costituita da una torre alta 10 metri. Si notano subito due nicchie contrapposte e sopra quella di sinistra si apre un ingresso sopraelevato che porta alla camera superiore purtroppo crollata. La struttura, poderosa e solenne, dà perfettamente l’idea di quanto complessa doveva essere la costruzione di queste residenze. Il percorso per giungere al posto è difficoltoso ma la bellezza del Nuraghe giustifica l’impegno richiesto. Conclusa la visita riprendete la SS 131 per recarvi ad Oristano.

Nuraghe Oschina: interno

Oristano, “città catalana”

Nel territorio di Oristano nel secolo VIII a.C. furono fondate le due colonie fenicie Tharros e Othoca e seguirono poi le dominazioni dei Cartaginesi e dei Romani. Nel Medioevo l’antica colonia di Othoca, vicino allo Stagno di Santa Giusta, si ingrandì e prese il nome di Aristianis. Questo centro diventò importante nel 1070 quando l’Arcivescovo Theoto vi trasferì da Tharros la sede e il Giudice Orzocco la fece diventare capitale del Giudicato di Arborea. Gli storici sostengono che la scelta del luogo fu dovuta al fatto che rispetto a Tharros Oristano era più difendibile dalle incursioni dei pirati saraceni per la presenza dello Stagno di Santa Giusta e la foce del Fiume Tirso che costituivano difese naturali. Seguì un periodo di lunghe lotte del Giudicato di Arborea con gli altri regni di Sardegna e per tale motivo si costruirono alte mura e 28 torri di difesa. Nel 1324 il Giudicato di Arborea si alleò con il Regno di Aragona che voleva conquistare i possedimenti pisani ed in città si ebbe una serie di giudici aragonesi. Nel 1410 infine tutto il Giudicato di Arborea passò al Regno di Sardegna e Corsica degli Aragonesi. Il territorio di Oristano fu trasformato in Marchesato e cominciò a far parte del Regno di Sardegna sotto il dominio del Regno di Aragona: il re di Aragona assunse anche il titolo di Marchese di Oristano. Il Regno di Sardegna rimase sotto il dominio prima dei re di Aragona e poi dei re di Spagna fino al 1720 quando tutta la Sardegna fu assegnata alla Casa di Savoia. Monumenti significativi della città sono la Cattedrale di Santa Maria Assunta, la Torre Grande e la Torre di San Cristoforo. Conclusa la visita seguendo la segnaletica locale potete giungere nella vicina Cabras all’Azienda Vinicola Contini, dove si conclude il vostro viaggio.

Oristano: Cattedrale di Santa Maria Assunta

Oristano: Torre Grande

Storia della Vernaccia di Oristano

La Vernaccia di Oristano non ha niente in comune con quella di San Gimignano, ma secondo le ipotesi più accreditate il vitigno sembra sia stato importato da Vernazza, comune delle Cinque Terre liguri, e ne ha preso ovviamente il nome. Circostanza particolare è che questo vitigno si sia diffuso in una zona molto limitata intorno ad Oristano, soprattutto nelle vicinanze di Cabras. Il vino ottenne la DOC (Denominazione di Origine Controllata) nel 1971 e con gli anni ha acquistato sempre maggiore prestigio per le capacità dei produttori che sfruttano al meglio le potenzialità del terreno della zona. I comuni nei quali si produce questa Vernaccia sono, oltre a Cabras, Baratilli San Pietro, Zeddiani e San Vero Milis. La fermentazione avviene in vasche di acciaio e l’affinamento in botti di rovere o di castagno per quatto anni, ma per sei anni per le versioni Superiore e Riserva.

Vigneti intorno a Oristano

Caratteristiche della Vernaccia di Oristano

Il vino si ottiene solo da uve del vitigno Vernaccia, ha un colore giallo con riflessi dorati, un profumo delicato ed elegante e un sapore sottile ed ampio con retrogusto amarognolo che richiama quello delle mandorle amare. Deve avere una gradazione minima di 15 gradi e può essere invecchiato per tre anni ed anche oltre.

Grappoli di Vernaccia di Oristano

Abbinamenti

La Vernaccia di Oristano è un vino robusto di forte gradazione che può essere utilizzato per dessert e abbinato con pesce di mare dal sapore deciso, come la bottarga di muggine (cioè le ovaie essiccate delle femmine del cefalo muggine), con formaggi stagionati e piccanti. Il vino si abbina molto bene con un piatto tipico della zona di Oristano, cioè S’anguidda Scambecciada (anguille arrostite).

Anguille arrosto di Oristano

Storia dell’Azienda Vinicola Contini

La famiglia Contini ha un’antica storia che risale al 1600, ma la nascita dell’azienda avvenne nel 1898 quando Salvatore decise di intraprendere l’attività di produttore di vini locali, ma soprattutto di Vernaccia. Alla morte del fondatore nel 1936 l’azienda passò nelle mani del figlio Attilio che proseguì l’attività con passione secondo gli insegnamenti del padre. Negli anni ’60 del secolo scorso l’azienda si ingrandì e nel 1971 assunse gran parte del merito della concessione alla Vernaccia della DOC (Denominazione di Origine Controllata). Nel 1980 morì Attilio e la gestione dell’attività aziendale fu assunta dai figli Salvatore, Antonio e Paolo i quali ampliarono ulteriormente la produzione di vini valorizzando gli antichi vitigni sardi. Oggi l’azienda è guidata da Alessandro, Mauro e Paolo che hanno migliorato ancor di più l’attività produttiva secondo le ultime innovazioni tecniche nel campo della vinificazione. Nel 2022 è stata inaugurata la nuova Cantina che si è adeguata alle aumentate dimensioni aziendali. L’azienda organizza visite di degustazione alle quali potete partecipare anche voi prenotando presso la sede dell’azienda in Via Genova 48 a Cabras.

Produttori di Vernaccia di Oristano

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