Spoleto, “città simbolo” di un territorio
Potete iniziare il vostro viaggio percorrendo la SS 3 Flaminia e uscendo all’altezza di Spoleto per una visita alla città. Il luogo dove sorge Spoleto fu abitato fin dal tempo dell’età del bronzo, cioè II Millennio a.C., fu conquistata dai Romani, divenne loro colonia nel 241 a.C. e rimase sempre fedele a Roma durante tutta la Seconda Guerra Punica anche dopo la sua sconfitta nella battaglia del Trasimeno nel 216 a.C. Alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente fu dominata dagli Ostrogoti di Teodorico, che restaurò la città e fece un’importanza bonifica delle paludi vicine. Dopo il 568 d.C. sotto i Longobardi diventò capoluogo del Ducato di Spoleto che si estendeva fino al Ducato di Benevento. Seguì poi la dominazione dei Franchi e la città rimase sempre nell’ambito dell’Impero di Germania. Nel 1155 fu distrutta dall’Imperatore Federico Barbarossa e fu contesa a lungo tra la Chiesa e l’Impero, ma poi nel 1198 il Papa Innocenzo III la annesse allo Stato Pontificio. Durante il trasferimento della Sede Papale ad Avignone l’amministrazione dello Stato fu affidata al Cardinale Egidio Albornoz che fece costruire la Rocca in cima al Colle Sant’Elia come sede dei governatori della città. Durante il Rinascimento Spoleto perdette la sua funzione militare e diventò un importante centro culturale. Nel periodo Napoleonico diventò capoluogo del Dipartimento del Trasimeno e poi capoluogo della Delegazione di Spoleto, unità amministrativa dello Stato della Chiesa. Nel 1860 Spoleto fu annessa al Regno di Sardegna, diventato l’anno successivo Regno d’Italia, ma perdette importanza politica a vantaggio di Perugia. Monumenti di rilievo della città sono il Duomo e la Rocca Albornoziana. Conclusa la visita uscite dalla città, imboccate la SR 209, la così detta Strada del Sagrantino, e prima di Macciano girate a destra per raggiungere Montefalco.
Montefalco, “ringhiera dell’Umbria”
La cittadina di Montefalco sorge sulla cima di un colle da cui si ha una vasta panoramica sulle valli del Clitumno, del Topino e del Tevere e per tale motivo fin dal Cinquecento venne definita “ringhiera dell’Umbria”. Il colle fu abitato fin dall’epoca dei Romani quando furono costruite numerose ville dei nobili romani. E secondo la tradizione l’antico nome Coccorone del borgo derivava dal nome della famiglia patrizia di Mario Curione. Il nome Montefalco fu assunto al tempo dell’Imperatore Federico II che come appassionato di caccia con il falco era rimasto impressionato dalla notevole quantità di quell’uccello intorno al colle. Nel 1280 Montefalco passò sotto il dominio di Todi e proprio in quegli anni venne introdotta nel territorio la coltivazione del Grechetto. Il borgo al tempo delle Signorie, cioè nel corso del Trecento, fu conteso da Perugia, Spoleto e Foligno. Prevalse la famiglia Trinci di Foligno che dominò sulla cittadina fino al 1446 quando Montefalco entrò a far parte dello Stato della Chiesa fino all’Unità d’Italia. Montefalco ha il grande merito di avere riscoperto e valorizzato il vitigno Sagrantino. Questo vitigno era conosciuto fin Cinquecento ma per secoli fu prodotto in versione passita. Negli anni ’70 del secolo scorso, soprattutto per merito dell’Azienda Caprai, si cominciò a produrlo in versione secca ed in pochi anni il Sagrantino è diventato un vino di eccellenza che compete con gli altri grandi vini italiani. Montefalco è dunque oggi luogo di produzione enologica di grande prestigio. Monumenti interessanti del borgo sono la Chiesa di Sant’Agostino e il Palazzo Comunale. Conclusa la visita recatevi all’Azienda Vinicola Antonelli per una visita enogastronomica, dove si conclude il vostro viaggio.
Storia del Grechetto
Il Grechetto è un vitigno che deriva dalle importazioni dei coloni greci nell’Italia. Il vitigno si è diffuso nella parte meridionale della provincia di Perugia, ma quello coltivato a Todi viene chiamato Classico con il nome di Grechetto di Todi. Altri comuni di produzione del vino sono Massa Martana, Montefalco, Spoleto, Bevagna e Deruta. La fermentazione e l’affinamento vengono effettuati in vasche di acciaio inox, poi il fino passa in bottiglia per un breve periodo prima di essere immesso sul mercato nella primavera successiva alla vendemmia.
Caratteristiche del Grechetto
Alcuni produttori ottengono il vino con sole uve di vitigno Grechetto, altri usano anche uve bianche locali con una percentuale non superiore al 15%. Il vino ha un colore giallo paglierino brillante, un profumo delicato che richiama quello di frutta esotica e un sapore secco, elegante e saporito. Il vino deve avere una gradazione minima di 11,5 gradi, ma normalmente si trova a 13/13,5 gradi. Si può bere nella primavera successiva alla vendemmia e può essere invecchiato fino a 2 anni.
Abbinamenti
Il Grechetto si può abbinare con carni bianche e formaggi freschi e poco stagionati, ma soprattutto con piatti di pesce di mare, crostacei, frutti di mare, zuppe e baccalà. Ma il vino si può bere anche come accompagnamento di un piatto di pesce tipico della zona, il Tegamaccio del Lago Trasimeno.
Storia dell’Azienda Vinicola Antonelli
L’Azienda Antonelli (o meglio Antonelli San Marco) nacque nel 1883 per iniziativa di Francesco Antonelli, avvocato di Spoleto, che acquistò la tenuta dal Vescovo di Spoleto, si impegnò in un ammodernamento della proprietà e iniziò a piantumare vitigni autoctoni per una produzione vinicola di qualità. L’azienda fu poi gestita dai successori della famiglia Stefano, Giacomo e Antonio che seppero sempre conservare il prestigio di imprenditori seri e appassionati. L’attività vinicola della famiglia è stata agevolata dal terreno argilloso ricco di calcare del territorio che si presta egregiamente per vini di pregio, sia rossi come Sagrantino e Sangiovese, sia bianchi come Grechetto e Trebbiano Spoletino. Nella sede è stata realizzata una cantina interrata che si può considerare un modello di gestione moderna del processo di vinificazione. Oggi l’azienda è guidata da Filippo che si impegna a conservare la tradizione di famiglia ma applica le moderne tecnologie per rendere competitivi i prodotti del suo lavoro. E la recente scelta di prodotti biologici sono conferma di questo desiderio di svolgere un’attività nel pieno rispetto di un sistema ecosostenibile. L’azienda organizza visite enogastronomiche per far conoscere agli appassionati propri vini, in particolare il prestigioso Grechetto. Anche voi potete prenotare una vostra visita per concludere piacevolmente il vostro viaggio.










