Monfalcone, “città cantiere”
Potete iniziare questo viaggio uscendo dal Casello Monfalcone dell’Autostrada E 70, oppure all’uscita della SS 14 per una visita alla città. Il territorio di Monfalcone, abitato fin dall’epoca preistorica, durante il periodo del Romani assunse molta importanza perché si trovava lungo la via dei traffici verso Oriente. Durante il Medioevo proprio per la sua posizione strategica subì numerose invasioni ed infine nel 967 l’Imperatore Ottone I cedette la città al Patriarca di Aquileia e fu costruita la Rocca come difesa contro le invasioni degli Ungari. Per la prima volta si cita il nome della città in un documento del 1260 e sembra che il nome derivasse dalla presenza in città di numerosi falchi. Nel 1420 Monfalcone passò sotto il controllo della Repubblica di Venezia che dovette difenderla in diverse occasioni dai tentativi di invasione dell’Impero d’Austria. Durante il periodo napoleonico fu prima governata dai Francesi poi nel 1813 passò sotto il dominio austriaco fino al 1919. Nel corso dell’Ottocento Monfalcone ebbe un notevole sviluppo industriale e nel 1908 nacque il Cantiere Navale Triestino che diede inizio all’attività cantieristica che avrebbe avuto un grande sviluppo successivo. Durante la Prima Guerra Mondiale Monfalcone subì gravi distruzioni dalle quali seppe risollevarsi con grande determinazione. La città seppe superare la crisi della Seconda Guerra Mondiale e quando nel 1947 essa fu assegnata all’Italia l’economia cittadina ebbe un grande rilancio ed ancora oggi la Fincantieri è una delle società più quotate a livello mondiale. Monumenti interessanti della città sono il Duomo di Sant’Ambrogio e la Rocca. Conclusa la visita imboccate la SRGO19 per recarvi a Grado e da lì inseritevi nella SS 352 per giungere ad Aquileia.
Aquileia, la “città dei mosaici”
Aquileia fu fondata dai Romani nel 181 a.C. e diventò una base militare importante contro le invasioni delle popolazioni dell’Istria e punto di partenza dell’espansione verso il Danubio. Il territorio della città fu romanizzato e Aquileia si ingrandì proprio per questo ruolo di centro portuale e punto di passaggio dei commerci verso Oriente e verso il Nord fino al Mar Baltico da dove si importava la preziosa ambra. Nel II secolo d.C. Aquileia fu punto di partenza delle spedizioni militari di Marco Aurelio contro i Quadi e i Marcomanni e subì le conseguenze di una terribile pestilenza. La città fu un grande centro di diffusione del Cristianesimo e si ingrandì fino a raggiungere cento mila abitanti. Subì l’invasione degli Unni e poi fu conquistata dai Longobardi. Diventò importante il ruolo del Vescovo della città che in seguito diventò Patriarca di Aquileia che ebbe molta autonomia ed un ruolo anche di amministrazione politica. Per il rischio delle invasioni degli Ungari nel X secolo la sede del Patriarcato fu trasferita a Cividale ma dopo l’anno Mille la sede ritornò ad Aquileia. L’autonomia del Patriarcato di Aquileia ebbe termine nel 1420 quando la città passò sotto il dominio della Repubblica di Venezia. Nel XVI secolo Venezia dovette combattere contro l’Imperatore d’Austria per il controllo del territorio ma alla fine Aquileia passò sotto il dominio austriaco seppure attraverso il potere prima del Capitanato di Gradisca e poi del Principato di Essemberg. Dopo una breve parentesi di dominio francese nel 1815 Aquileia passò definitivamente all’Austria che la mantenne fino al 1918. Aquileia è diventata famosa anche per la sua Basilica Patriarcale, la parte più antica della quale risale al IV secolo, poi completata tra 1021 e il 1031. Nonostante alcuni interventi successivi la Basilica mantiene la struttura dell’XI secolo. La parte più straordinaria della Basilica sono i mosaici risalenti al IV secolo con scene dell’Antico Testamento. I mosaici sono di eccezionale bellezza e perfettamente conservati tanto che nel 1998 sono entrati nell’elenco della Lista del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.
Oltre alla Basilica è di grande interesse il Foro Romano. Conclusa la visita inseritevi di nuovo nella SS 352 per arrivare a Cervignano del Friuli per una visita all’Azienda Vinicola Ca’ Bollani dove si conclude il vostro viaggio.
Storia del Pinot Bianco Grave del Friuli
Il Pinot è un vitigno francese importato in Italia nell’Ottocento e che trovò subito un’ambientazione favorevole in Friuli, Veneto e Lombardia. Esistomo le varianti Nero, Bianco e Grigio ed in Francia ha un largo uso anche per la produzione di champagne. In Friuli è il vitigno più diffuso e viene coltivato nelle Grave, ad esempio in Prata di Pordenone, Codroipo e Pavia di Udine; nella parte settentrionale come nei cormuni di Premariacco e Cividale e nella parte meridionale nei comuni Mariano del Friuli, Farra, Gradisca d’Isonzo, Aquileia e Cervignano. La fermentazione e l’affinamento vengono fatti in vasche di acciaio e l’imbottigliamento nella primavera successiva alla vendemmia.
Caratteristiche del Pinot Bianco
Il vino si ottiene da uve del vitigno Pinot Bianco (90%) e da altre uve bianche della regione (10%), ha un colore giallo paglierino, un profumo delicato e un sapore secco e saporito. Il vino deve avere una gradazione minima di 10,5 gradi e di 11,5 gradi per la varietà Superiore, ma in commercio si trova quasi sempre a 12,5/13 gradi. Può essere invecchiato al massimo 2-3 anni.
Abbinamenti
Il Pinot Bianco può accompagnare antipasti, risotti con verdure, carni bianche, formaggi morbidi e piatti di pesce di mare e di acqua dolce. Il Pinot Bianco in particolare si abbina molto bene con un piatto tipico friulano, la Trota all’udinese.
Storia dell’Azienda Vinicola Ca’ Bolani
L’azienda ha una storia antica perché fu fondata nel Cinquecento dalla nobile famiglia Bolani e attraverso il tempo curò sempre un’importante attività enologica. L’azienda è situata nella DOC Aquileia e possiede 550 ettari di vigne dove si coltivano ben dieci vitigni diversi che consentono una varia produzione di vini. L’azienda negli anni ’70 del secolo scorso fu rilevata dalla famiglia Zonin che provvide ad un profondo rinnovamento di essa per adeguare la produzione alle più moderne tecniche di vinificazione. Negli anni Novanta poi l’azienda è stata ampliata con l’acquisizione di nuove tenute e così essa è dientata la più importante di tutta la regione. E’ varia la produzione dell’azienda e tra i vari vini trova un posto significativo il Pinot Bianco che voi potete scoprire prenotando una visita per conoscere un vino che ceramente soddisferà il vostro palato.












