Bologna, città “la dotta”

Potete iniziare il vostro viaggio uscendo ad uno dei caselli di Bologna dell’Autostrada A1 del Sole o dell’Autostrada A4 Adriatica per una visita alla città. Il territorio di Bologna, già sede della Civiltà Villanoviana, dal VII/VI secolo a.C. fu abitata dagli Etruschi e poi dal V/IV secolo dai Galli. In seguito nel 196 a.C. i Romani sconfissero i Galli Boi e nel 189 a.C. fondarono una colonia con il nome Bononia. Alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente (476 d.C.) la città fu dominata dagli Eruli di Odoacre, poi dagli Ostrogoti di Teodorico ed infine dai Bizantini. Seguì poi il dominio dei Longobardi e dei Franchi. Nel 1088 fu fondata l’Università, la prima del mondo occidentale, che diventò un grande centro di studi di giurisprudenza. Nel 1116 venne fondato il Comune che si autogovernò fino al 1337 quando si affermò la Signoria dei Pepoli, quindi la città passò ai Visconti di Milano ed infine nel 1401 si affermò la Signoria dei Bentivoglio. Nel 1506 la città fu conquistata da Papa Giulio II e l’anno successivo diventò parte dello Stato della Chiesa fino al 1796 quando per un breve periodo Bologna fu dominata dai Francesi di Napoleone. Nel 1815 il Congresso di Vienna assegnò la città allo Stato Pontificio che la mantenne fino al 1860, quando entrò a far parte del Regno di Sardegna, diventato nel 1861 Regno d’Italia. Durante la Seconda Guerra Mondiale Bologna, per la sua grande importanza come centro nevralgico di movimento ferroviario, fu pesantemente bombardata dagli Alleati subendo gravissimi anni. La città poi partecipò attivamente alla lotta contro la Repubblica di Salò e i nazisti tedeschi. Per l’importanza architettonica e culturale i Portici di Bologna sono stati inseriti nel 2021 nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco. Monumenti importanti di Bologna sono Piazza Grande e il Duomo di San Petronio, la Torre degli Asinelli e la Torre della Garisenda, Palazzo del Podestà e Palazzo Re Enzo. Conclusa la visita uscite dalla città e imboccate la SS 164 per raggiungere il Mausoleo Marconi.

Bologna: il Duomo di San Petronio

Bologna: Torri degli Asinelli e della Garisenda

Bologna: Palazzo del Podestà

Bologna: Palazzo Re Enzo

Mausoleo Marconi

Guglielmo Marconi, nato a Bologna il 25 aprile 1874, morì il 20 luglio 1937 e durante i solenni funerali tutte le emittenti del mondo interruppero le loro trasmissioni per uno o due minuti in onore dell’inventore delle radiocomunicazioni. La famiglia Marconi possedeva la Villa Grifone a Pontecchio e proprio lì lo scienziato negli anni 1894-1895 fece i primi esperimenti che portarono all’importante invenzione. Fu deciso di costruire ai piedi della Villa Grifone una tomba monumentale in suo onore, un mausoleo che includeva un museo di oggetti della storia dell’elettricità e della radiotelegrafia. Il Mausoleo, progettato dall’architetto Marcello Piacentini, fu inaugurato il 20 luglio 1941, data della ricorrenza della sua morte, e lì da Bologna furono traslate le spoglie dello scienziato e lì in seguito fu sepolta la sua seconda moglie Maria Cristina Bezzi Scali. Tutta la zona di Pontecchio, insomma, si collega alla figura di Marconi ed infatti anche il borgo, poco più a sud, che aveva il nome di Praduro e Sasso, nel 1938 cambiò il nome in Sasso Marconi in onore dell’illustre personaggio. Conclusa la visita reinseritevi nella SS 164 per raggiungere a Sasso Marconi l’Azienda Vinicola Tenuta Bettozza per una visita enogastronomica e dove si conclude il vostro viaggio.

Villa Grifone e sotto Mausoleo Marconi

Storia del vino Pignoletto

Il vitigno Pignoletto fu coltivato fin dal Quattrocento, come attestano diversi documenti, ed il vino che se ne ottiene è diventato uno dei simboli enologici dei Colli Bolognesi. Questa circostanza è sorprendente perché come vino bianco ha saputo affermarsi in un territorio che ha sempre preferito vini rossi. Si producono due versioni di Pignoletto, frizzante e fermo, e quest’ultimo assume il titolo di Superiore e deve avere una gradazione minima di 12 gradi; il vino viene anche chiamato Colli Bolognesi Classico Pignoletto. I comuni nei quali si produce il Pignoletto sono Monte San Pietro, Monteveglio, Casalecchio di Reno, Zola Predosa, Bazzano e Castello di Serravalle. La fermentazione di questo vino fermo viene fatta in contenitori di acciaio e l’affinamento in botti di rovere.

Vigneti intorno a Sasso Marconi

Caratteristiche del Pignoletto fermo

Il vino si ottiene da sole uve del vitigno Pignoletto oppure con l’aggiunta di uve a bacca bianca della zona al massimo di 15%. Il vino ha un colore giallo paglierino con leggeri riflessi verdi, un profumo che richiama diversi frutti tra i quali la pesca e un sapore fresco, elegante con leggero retrogusto amarognolo. Si può bere dalla primavera successiva alla vendemmia; si beve entro l’anno perché non si presta all’invecchiamento.

Grappoli di Pignoletto

Abbinamenti

Il Pignoletto è un vino così detto da “tutto pasto”, ma si può abbinare con primi piatti come minestre e pasta in brodo, con pesce e carni bianche come tacchino e coniglio, con formaggi freschi e vari tipi di salumi. Dicono alcuni esperti che il vino si può abbinare anche con un piatto tipico bolognese, il cotechino e lo zampone.

Cotechino e lenticchie

Storia dell’Azienda Vinicola Tenuta Bettozza

Notizie della Tenuta Bettozza risalgono al Cinquecento, ma documenti che citano la tenuta come produttrice di vini si trovano solo dal 1871. E quando la tenuta fu acquistata dalla famiglia dei Conti Malvasia si ebbe un ampliamento dei terreni destinati alla viticoltura e un forte incremento della produzione di vini locali a cominciare dal Pignoletto. La vocazione enologica della tenta non si è più interrotta ed anzi nel 2003 ebbe un ulteriore ampliamento per l’intervento del nuovo proprietario Norberto Nanni, che, come esperto enologo, iniziò a riorganizzare l’azienda. Egli selezionò le vecchie viti, alcune le salvò, altre invece le sostituì con nuove piantumazioni per ottenere il meglio dai vari vitigni, tra i quali si distingue ancora oggi il Pignoletto. L’azienda ha creato un ampio e apprezzato ristorante nella sua sede con menu ricercati con i quali si possono consumare i vari vini da essa prodotti. E voi che avete come obbiettivo quello di sperimentare questo apprezzato Pignoletto potete prenotare una vostra visita e concludere con il piacere della tavola il vostro viaggio.

Produttori di Pignoletto

Azienda Vinicola Tenuta Bettozza
Azienda Vinicola I Cappucci
Azienda Vinicola Cantine Terre Rosse Vallania
Azienda Vinicola Il Monticino
Azienda vinicola Tizzano,

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