Novara, la “città del riso”

Iniziate il vostro viaggio uscendo al Casello Novara Est o Novara Ovest dell’Autostrada A4, oppure uscendo a Novara lungo la SS 11 Padana Superiore per una visita alla città. Novara fu fondata dai Romani intorno all’89 a.C. con il nome di Novaria e diventò un importante punto di incrocio delle vie di comunicazione tra Vercelli e Como e tra la Gallia della Pianura Padana e la Gallia Transalpina. Ancora oggi la città mostra la forma urbanistica data dai fondatori. La città fu saccheggiata diverse volte anche da Attila nel 452 d.C., ma sempre rinacque con la tenacia dei suoi abitanti. All’epoca della dominazione longobarda nacque il culto di San Gaudenzio che fu scelto come patrono della città. Novara diventò comune autonomo e partecipò nel 1176 alla battaglia di Legnano dove la Lega Lombarda sconfisse l’Imperatore Federico Barbarossa. Novara espanse il suo controllo sul territorio intorno ma poi passò sotto il dominio prima dei Visconti e poi degli Sforza di Milano. Novara fece dunque parte del Ducato di Milano che fu dominato, dopo gli Sforza, per un breve periodo dalla Francia e poi dalla Spagna dal 1540 al 1713. Con la Pace di Utrecht di quell’anno il Ducato di Milano con Novara fu assegnato all’Impero d’Austria. Nel 1734 Carlo Emanuele III occupò la città e l’anno successivo diventò parte del Regno di Sardegna dei Savoia. Dopo la breve parentesi della dominazione francese nel periodo napoleonico dal 1814 Novara rimase sempre parte del Regno di Sardegna, diventato nel 1861 Regno d’Italia. Per l’aspetto economico vi è da ricordare che Novara e il suo territorio sono famosi per la coltivazione del riso. Tale coltivazione introdotta nel Quattrocento è rimasta per secoli la base economica della città nonostante diversi tentativi legislativi di contrastarla per l’infondato sospetto che essa provocava la malaria. Ancora oggi il panorama del territorio è dominato dalla vista prima del “mare di acqua”, poi del verde brillante delle piantine di riso giovani ed infine del giallo delle piantine mature. Monumenti importanti della città sono la Basilica di San Gaudenzio, con i famosi cupola e campanile, il Duomo e il Castello Visconteo Sforzesco. Conclusa la visita uscite dalla città ed imboccate la SS 299 per recarvi a Ghemme.

Basilica di San Gaudenzio con cupola e campanile

Novara: il Duomo di Santa Maria Assunta

Novara: Castello Visconteo Sforzesco

Ghemme, città del vino

Il territorio di Ghemme fu abitato fin dai tempi molto antichi ed il suo nome deriva dalla popolazione celtica Agamini. Fu conquistata dai Romani che la chiamarono Agamium da cui in seguito, con diverse variazioni, si arrivò a Ghemme. Nel Medioevo fu feudo di nobili famiglie come i De Castello-Barbavara e i Bergamino. Fece parte, insieme a Novara, del Ducato di Milano e lì si firmò nel 1467 la Pace di Ghemme tra gli Sforza e i Savoia. La città già allora diventò famosa per la bontà dei suoi vini e per una fiorente apicoltura che dava un ottimo miele. Dal 1735 entrò a far parte del Regno di Sardegna dei Savoia. Ghemme per lungo tempo rimase ed ancora oggi è “la città del vino” perché la viticoltura è rimasta la base economica fondamentale dei suoi abitanti. Monumenti interessanti del borgo sono la Chiesa di Santa Maria Assunta e l’Oratorio di San Fabiano. Conclusa la visita recatevi, sempre a Ghemme, all’Azienda Vinicola Torraccia del Piantavigna per una visita enogastronomica, dove si conclude il vostro viaggio

Ghemme: Chiesa di Santa Maria Assunta

Storia del vino Ghemme

La zona di Ghemme ha una lunga storia di viticoltura che risale addirittura all’epoca degli Etruschi (VII secolo a.C.). Vi sono poi documenti del XIII secolo che attestano la presenza di vigne nel territorio ed infine si hanno notizie storiche della metà dell’Ottocento rivelano che il vino Ghemme veniva elogiato per la sua alta qualità. Il Ghemme ha delle affinità con il suo vicino Gattinara, ma i due si distinguono per il terreno, che per il Ghemme è più ricco di minerali, e per il fatto che quest’ultimo pretende una percentuale inferiore di Nebbiolo. Il territorio di produzione del vino è limitato al comune di Ghemme e in parte al comune di Romagnano Sesia. La fermentazione del vino viene effettuata in vasche di acciaio per non meno di tre anni, ma alcuni allungano il periodo anche fino a sei anni, e l’affinamento viene effettuato in grandi botte di rovere o in barrique (piccole botti di circa 225 litri).

Vigneti intorno a Ghemme

Caratteristiche del Ghemme

Il vino si ottiene da uve del vitigno Nebbiolo (minimo 75%) e da uve a bacca rossa del Piemonte, come il Vaspolina (fino a 25%). Il vino ha un colore rosso rubino con riflessi granata, un profumo intenso che richiama quello della viola e un sapore secco, armonioso e leggermente amarognolo. Il vino deve avere una gradazione minima di 12,5 gradi, ma normalmente si trova a 13,5/14 gradi. Può essere invecchiato fino a 10 anni e oltre.

Grappoli di Nebbiolo

Abbinamenti

Il Ghemme è un vino robusto che si abbina con piatti molto saporiti, come primi piatti di risotti con tartufo, paste al ragù, polenta con condimenti vari, secondi piatti di carni rosse arrosto, selvaggina in salmì, vari salumi e formaggi stagionati. Il vino si abbina molto bene fra l’altro con un piatto tipico della zona, il Tapulone di Ghemme (cioè carne trita di asino insaporita con lardo e vino rosso).

Il Tapulone di Ghemme

Storia dell’Azienda Vinicola Torraccia del Piantavigna
L’azienda venne fondata negli anni Cinquanta del secolo scorso da Pierino Piantavigna che cominciò a piantare un vigneto nelle vicinanze del Castello di Cavenago, che mostrava una vecchia torre in disarmo (da cui il nome dell’azienda). Pierino mise a coltura vitigni tipici del Piemonte come il Nebbiolo e il Vaspolina e con la sua esperienza in breve tempo acquistò fama per l’ottima qualità dei suoi prodotti. L’azienda ebbe poi un ulteriore sviluppo quando nel 1997 Alessandro Francoli, nipote di Pierino, ne assunse la gestone e la fece diventare un esempio di moderna attività enologica apprezzata da esperti del settore e dal mercato. Di recente poi è entrata nell’azienda con una quota di capitale la famiglia Ponti che ha aggiunto esperienza commerciale all’attività aziendale. La Torraccia del Piantavigna organizza visite enogastronomiche alle quali potete partecipare anche voi prenotando per tempo alla sede dell’azienda per poter scoprire di persona le grandi qualità del vino Ghemme.

Produttori di Vino Ghemme

Loading...
Loading...