Brescia, “Leonessa d’Italia”

Potete iniziare il vostro viaggio uscendo al Casello Brescia Ovest dell’Autostrada A4 oppure all’altezza di Brescia della SS 11 Padana Superiore per una visita alla città. Il primo centro abitato sul luogo dove sorge la città risale intorno al 1200 a.C. quando i Liguri crearono un insediamento vicino al Colle Cidneo. Ne secolo XII a.C. Brescia fu occupata dai Galli Cenomani e poi all’inizio del II secolo a.C. passò sotto il dominio romano con il nome di Brixia. La città ottenne la cittadinanza romana nel 42 a.C. Alla fine dell’Impero Romano d’Occidente la città passò sotto il dominio di diverse popolazioni germaniche, soprattutto gli Ostrogoti di Teodorico. Essa poi diventò capoluogo di un ducato longobardo nel 568 d.C. Brescia diventò libero comune nel XII secolo ma passò presto sotto il controllo dei Visconti di Milano. Infine nel 1426 entrò nei domini della Repubblica di Venezia e vi restò fino al 1797. Al Congresso di Vienna nel 1815 la città fu annessa al Regno Lombardo-Veneto sotto la dominazione austriaca. Brescia fu definita “Leonessa d’Italia” dai poeti Aleardo Aleardi e Giosuè Carducci perché già nel 1438 dimostrò grande attaccamento a Venezia difendendosi contro i nemici, ma soprattutto perché nel periodo del Risorgimento nel 1849 si difese eroicamente durante le famose “Dieci giornate” contro gli assalti dell’esercito austriaco. Brescia ha una lunga tradizione industriale nel campo della metalmeccanica, tessile e chimica e si può considerare tra le città più economicamente in vista d’Italia. Nel 2011 Brescia è stata inserita nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità per il sito “Longobardi in Italia: i luoghi del potere”. Tra i monumenti più importanti della città si possono ricordare il Foro Romano, il Duomo Vecchio, Palazzo Broletto e Palazzo della Loggia. Conclusa la visita uscite dalla città, inseritevi di nuovo nella SS 11 per recarvi a Peschiera del Garda.

Brescia: Foro Romano

Brescia: Duomo Vecchio

Brescia: Palazzo Broletto

Brescia: Palazzo della Loggia

Peschiera, “città fortezza”

Il territorio della città fu abitato fin dall’età del bronzo e ciò è testimoniato dai resti di alcuni siti di palafitte. In epoca romana la città aveva nome di “Arilica” ed era un punto importante della Via Gallica. Fin da allora essa era famosa per l’abbondanza di pesca che veniva effettuata per la favorevole posizione che presentava l’uscita dell’acqua dal lago verso il Fiume Mincio e che in seguito determinò il nome del centro abitato. Infatti vi sono documenti che testimoniano la concessione dei re Liutprando e Rachis del diritto di pesca al Monastero di Bobbio e nei secoli VIII-IX si ebbe il cambiamento di nome da Arilica in Peschiera. Si ebbe un periodo di dominio sulla città degli Ezzellini e dopo la loro caduta nel 1260 essa passò sotto il dominio dei Della Scala di Verona. Si ebbe una parentesi di potere dei Visconti di Milano ed infine nel 1440 Peschiera diventò possesso della Repubblica di Venezia e vi restò fino al 1797. La città era fin dal VI secolo un luogo fortificato ma nel 1549 si provvide a rafforzare il sistema di mura difensive che fece diventare la città una fortezza formidabile perché circondata dall’acqua. Al Congresso di Vienna del 1815 la città fu assegnata al Regno Lombardo-Veneto sotto il dominio dell’Austria e diventò uno dei punti del Quadrilatero, sistema difensivo austriaco. La città con tutto il Veneto passò all’Italia alla fine della Terza Guerra di Indipendenza nel 1866. Nel 2017 la Fortezza di Peschiera è stata inserita nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco con il titolo: “Opere di difesa veneziane tra XVI e XVII secolo: Stato da Terra – Stato da Mar Occidentale”. Monumenti significativi di Peschiera sono la Chiesa di San Martino Vescovo, la Fortezza e Porta Verona. Conclusa la visita recatevi attraverso la SR 11 nella vicina Pozzolengo all’Azienda Vinicola Tenuta Roveglia per una visita enogastronomica, dove si conclude il vostro viaggio

Peschiera del Garda: Chiesa di San Martino Vescovo

Peschiera del Garda: la Fortezza

Peschiera del Garda: Porta Verona

Storia del vino Lugana

Nel territorio a Sud del Lago di Garda si produceva vino fin dal tempo dei Romani e dicono le cronache del tempo che il poeta Catullo beveva vino prodotto dal padre a Sirmione. Il vitigno Trebbiano di Lugana sembra derivi da quelli usati anticamente ed esso oggi viene coltivato nella fascia costiera meridionale del Garda nei comuni di Desenzano, Sirmione, Pozzolengo, Peschiera del Garda e Lazise. La fermentazione viene effettuata di norma in vasche di acciaio e viene già messo in commercio nella primavera successiva alla vendemmia. Il Lugana nella versione Superiore può essere invecchiato anche 3-4 anni.

Vigneti intorno a Pozzolengo

Caratteristiche del vino Lugana

Il vino si ottiene da uve quasi esclusivamente del vitigno Trebbiano di Lugana (minimo 90%) con possibilità di aggiungere altre uve a bacca bianca della zona (massimo 10%). Ha un colore giallo paglierino con riflessi sul verde, un profumo delicato di vari tipi di frutta, come albicocca, e un sapore gradevole e fresco. Deve avere una gradazione minima di 11 gradi (12 gradi per la versione Superiore), ma si trova di solito a 13-13,5 gradi.

Grappoli di Trebbiano di Lugana

Abbinamenti

Il vino Laguna si può abbinare con antipasti di pesce, con risotti con crostacei o con verdure, con carni bianche e soprattutto con piatti di pesce di lago o di mare e con formaggi freschi. Il Lugana è ideale per l’abbinamento con un piatto locale: il Lavarello alla Gardesana.

Lavarello alla Gardesana

Storia dell’Azienda Vinicola Tenuta Roveglia

La storia del’azienda affonda le radici fin dall’inizio del XV secolo, ma le vicende più recenti risalgono alla fine dell’Ottocento quando Federico Zweifel partì dalla Svizzera ed arrivò sulle rive del Garda dove cominciò a coltivare viti e a produrre vinol, in particolare il Lugana. L’attività fu poi proseguita dal figlio Giusto ed infine da Giovanni Felice Azzone, che pur essendo docente universitario di Patologia Generale a Padova decise di dedicarsi all’attività enologica, sua particolare passione. Egli con la sua personale preparazione diede un impulso di ricerca tecnologica per migliorare la qualità dei vini ottenendo un ulteriore successo professionale anche grazie al contributo prezioso del suo collaboratore Paolo Fabiani. Oggi la gestione è affidata all’ultim generazione di famiglia costituita da Sara, Vanessa e Babettli Azzone che proseguono nell’impegno di tenere alto il prestigo dell’azienda acquistato nella sua lunga storia.

Produttori di Lugana

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