Locorotondo, borgo tra leggende e devozione religiosa
Iniziate il vostro viaggio uscendo all’altezza di Fasano della SS 16 e poi immettetevi nella SS 172 dir per raggiungere la Valle d’Itria e Locorotondo. La Valle d’Itria è una “depressione carsica” che costituisce una sorta di altopiano rispetto alla costa pugliese. E’ un territorio caratterizzato dalle tipiche costruzione dei trulli, dagli edifici bianchi e da vaste coltivazioni di ulivi. Locorotondo è una cittadina che colpisce per le sue costruzioni con muri di calce bianca e per le sue tradizioni religiose. Nel tempo cambiò diverse volte il nome: da Casale San Giorgio a Casale Rotondo a Luogorotondo fino al 1834 quando assunse il nome attuale di Locorotondo. La cittadina sorse verso l’anno Mille intorno ad una cappella dedicata a San Giorgio e si istituì la tradizione di offrire al Santo un Dono, costituito in un cero ed in seguito nella consegna al Santo delle chiavi della città. Nacque in seguito una grande devozione per San Rocco perché secondo la leggenda egli liberò la città dalla peste. Nel 1700 fu costruita una chiesa a lui dedicata e fu proclamato patrono della città. Infine nel 1860 per il ritrovamento di un quadro della Madonna seppellito sotto tante catene nacque il culto della Madonna della Catena. Si può capire da tutto ciò che nella comunità del borgo si è diffusa una forte sensibilità religiosa spesso nata da miti e leggende popolari. Monumenti interessanti di Locorotondo sono la Chiesa Madre di San Giorgio Martire e la Chiesa di San Rocco. Conclusa la visita reinseritevi nella SS 172 dir per recarvi a Martina Franca.
Martina Franca: “gioiello barocco”
Il territorio della città fu abitato da tempi molto antichi ma il centro abitato sorse nel corso del X secolo, quando, secondo una tradizione non confermata, alcuni abitanti di Taranto per sfuggire agli attacchi dei pirati saraceni si rifugiarono nel villaggio di San Martino e incrementarono il numero degli abitanti del luogo. Il borgo fu possedimento della famiglia De Persona che sosteneva il potere degli Svevi, ma dopo la sconfitta di questi ultimi nel 1268 ad opera di Carlo D’Angiò la città fu venduta all’asta alla famiglia Caracciolo. Il nome Martina della città deriva da quello del Monte San Martino in riferimento alla devozione degli abitanti per San Martino di Tours. Nel 1310 Filippo I D’Angiò concesse alla città il diritto di franchigia (cioè l’esenzione dal pagamento delle tasse) e perciò il nome diventò Franca Martina. In seguito, caduto il diritto di franchigia, rimase solo il nome di Martina e solo nel 1861, con la nascita del Regno d’Italia, per decreto ritornò il nome Martina Franca. Nel corso del XIV secolo la città fece parte del feudo assegnato alla famiglia De Tocco. Martina Franca nel 1700 ebbe un eccezionale benessere economico dovuto alla ricchezza dell’agricoltura, che produceva in abbondanza cereali, olive e vino, e al commercio che godeva di privilegi fiscali e per tale motivo i nobili contribuirono alla costruzione di solenni chiese e sfarzosi palazzi in stile tardo-barocco. Tale tendenza però si estese anche alle abitazioni popolari per le quali si scelsero ricche decorazioni. In tutta la città insomma si registrò la presenza di un rigoglioso unico stile architettonico e per tale motivo Martina Franca è stata definita “gioiello barocco”. Monumenti significativi della città sono la Basilica di San Martino, la Chiesa del Carmine, Palazzo Ducale e Palazzo del Cavalier Semeraro. Conclusa la visita recatevi sempre a Martina Franca all’Azienda Vinicola “I Pastini”, Strada Cupa Rampone Zona A, per una visita enogastronomica e dove si conclude il vostro viaggio.
Storia del vino Locorotondo
Il vino Locorotondo e il simile Martina Franca sono due prestigiosi vini bianchi pugliesi che si coltivano nella caratteristica Valle d’Itria, famosa per i suoi “trulli”. Sono vini che derivano da vitigni tipici della regione e che hanno avuto un singolare percorso. In passato questi vini venivano esportati al Nord d’Italia e venivano usati come base per la produzione di Vermut, ma quando i produttori nel 1969 ricevettero la DOC (Denominazione di Origine Controllata) si impegnarono a migliorare la qualità del prodotto ed ottennero un grande successo commerciale. La fermentazione e l’affinamento vengono effettuati in vasche di acciaio e il vino viene imbottigliato nella primavera successiva alla vendemmia.
Caratteristiche del Locorotondo
Il vino si ottiene da uve dei vitigni Verdeca (50-65 %) e Bianco d’Alessano (50-35 %), con l’aggiunta di uve di vitigni bianchi (massimo 5 %) come Malvasia e Fiano. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi tendenti al verde, un profumo fresco che richiama quello di frutta, come la mela, e un sapore asciutto, fresco e armonioso. Deve avere una gradazione minima di 11 gradi ma in commercio si trova a 12,5-13 gradi. Il vino va bevuto entro i due anni.
Abbinamenti
Il Locorotondo può avere una notevole varietà di abbinamenti: con antipasti di mare come crostacei; con primi piatti come risotti ai frutti di mare o zuppe di pesce; con secondi piatti come pesce alla griglia o al forno oppure baccalà; e con formaggi freschi e poco stagionati. Il Locorotondo si abbina bene con un piatto tipico del Salento il “polpo alla pignata”.
Storia dell’Azienda Vinicola “I Pastini”
L’azienda ha una storia recente ma ricca di successo. Fu fondata nel 1996 con l’obbiettivo di recuperare e valorizzare vitigni autoctoni della Valle d’Itria come Verdeca e Bianco d’Alessano per ottenere un prodotto di qualità che non compromettesse l’equilibrio ecologico della natura. Si è scelto di rispettare la tradizione ma anche con il ricorso a nuove tecnologie come la fermentazione a temperatura controllata. L’azienda è gestita dalla famiglia Carparelli, con la figura centrale di Gianni appassionato enologo, che con passione segue tutte le varie fasi di lavorazione per ottenere vini di pregio. L’azienda organizza visite guidate che si concludono con degustazione dei vari vini della casa, in particolare il Locorotondo che ha acquistato in questi ultimi anni fama di ottimo bianco pugliese. Anche voi prenotate per tempo e godetevi l’esperienza di conoscere un vino bianco di grande qualità.












