Parma, “città ducale”

Potete iniziare il vostro viaggio uscendo al Casello Parma dell’Autostrada A1 Del Sole per una visita alla città. Il territorio della città fu abitato fin da tempi antichissimi, Parma fu fondata secondo alcune testimonianza dagli Etruschi intorno al VI secolo a.C. e poi fu occupata dalla tribù celtica dei Boi. Fu conquistata dai Romani nel 183 a.C. e divenne importante perché da lì partiva la strada che collegava l’Emilia a Luni, sul Mar Tirreno. Alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente Parma andò incontro ad un periodo di crisi che terminò nel 593 d.C. con l’arrivo dei Longobardi che la fecero capitale di un ducato. In seguito i Franchi investirono del potere sulla città il vescovo e Parma fu governata da vescovi-conti fino al XII secolo quando la città diventò libero comune. L’indipendenza di Parma ebbe termine nel 1346 quando essa passò sotto il dominio prima dei Visconti e poi degli Sforza di Milano. Si ebbe un breve periodo di dominazione francese e nel 1521 la città fu conquistata da un esercito del Pontefice e degli Spagnoli. Nel 1545 il Papa Paolo III creò il Ducato di Parma e lo assegnò al suo figlio illegittimo Pier Luigi Farnese e la famiglia Farnese governò il Ducato fino al 1731.

Ai Farnese succedettero i Borbone di Spagna: il re Filippo V di Spagna nel 1748 fondò il Ducato di Parma e Piacenza che fu governato dalla dinastia Borbone-Parma fino al 1802 quando il Ducato fu annesso alla Francia da Napoleone. Nel 1815 al Congresso di Vienna il Ducato di Parma e Piacenza fu assegnato a Maria Luisa d’Austria, moglie di Napoleone, che governò fino alla morte del 1847. Vi fu un ultimo periodo di dominio della famiglia Borbone-Parma e nel 1860 il Ducato diventò parte del Regno di Sardegna, diventato nel 1861 Regno d’Italia. Parma nel tempo è stata una città di grande valore culturale, diede i natali a due grandi pittori, Correggio e Parmigianino, che lasciarono bei dipinti in città. La città è anche un centro di grande tradizione di opere liriche e vanta la “quasi cittadinanza” di Giuseppe Verdi, nato nella vicina Busseto, e di lui si tiene ogni anno un Festival con la rappresentazione delle sue opere. Per il suo prestigio nel campo di produzione alimentare Parma nel 2015 ha ricevuto dall’Unesco il riconoscimento di “città creativa per la Gastronomia”. Tra i suoi numerosi monumenti i più significativi della città sono il Duomo e il Battistero (con la cupola affrescata da Correggio), la Basilica di Santa Maria della Stecca, il Palazzo del Comune e il Teatro Farnese.

Parma: il Duomo e il Battistero

Parma: Basilica di Santa Maria della Steccata

Parma: Palazzo del Comune

Parma: Teatro Farnese

Langhirano, “città del prosciutto”

La zona intorno a Parma fu abitata fin da tempi remoti. Si ha la prima notizia di Langhirano nel 1038, ma il borgo era secondario rispetto alla vicina Mattaleto che dipendeva dal Castello di Castrignano. Il borgo assunse importanza fin dal tempo dei Longobardi perché si trovava lungo la strada che collegava l’Emilia a Luni in Toscana. Il Castello di Castrignano e quindi anche Langhirano furono possesso del Vescovo di Parma. Il feudo di Langhirano nel 1376 fu patrimonio della famiglia Rossi ed in seguito della famiglia Terzi. Nel 1512 il Papa Giulio II acquistò i diritti su Langhirano e li cedette a Galeazzo Pallavicino, Duca di Busseto. I diritti feudali del borgo nel 1660 passarono alla famiglia Garimberti che li mantenne fino al 1805. Con l’abolizione dei diritti feudali Langhirano passò sotto l’amministrazione del Ducato di Parma e ne seguì le vicende fino all’Unità d’Italia del 1861. Langhirano nel tempo è diventata famosa per la sua attività di produzione del prosciutto di Parma. Esistono allevamenti di suini e diverse aziende che producono un prosciutto conosciuto a livello internazionale. Il borgo è però centro di un un’interessante produzione vinicola. Langhirano nel suo territorio ha diversi castelli e numerose ville di pregevole valore architettonico. Fra i monumenti esistenti in città segnaliamo la Chiesa dell’Annunciazione di Maria Vergine e il Palazzo Comunale. Conclusa la visita recatevi sempre a Langhirano all’Azienda Vinicola Lamoretti in Strada della Nave 8, dove si conclude il vostro viaggio.

Langhirano: Chiesa dell’Annunciazione di Maria Vergine

Langhirano: Palazzo Comunale

Storia della Malvasia di Candia

Il vitigno Malvasia di Candia ebbe origine nell’isola di Creta, posseduta nel Medioevo dai Veneziani, che la chiamavano Candia. Dall’isola essi esportavano vino in Italia e in Europa, ma nel 1669 perdettero l’isola ed allora importarono il vitigno che si diffuse in Italia, soprattutto in centro e nel meridione della penisola. In Emilia il vitigno cominciò ad essere coltivato nel territorio di Parma. Anche il nome Malvasia ha un’origine greca, esso infatti era la modifica del nome del porto Monemvasia del Peloponneso da cui partivano i carichi di vino dei mercanti veneziani. La Malvasia si diffuse in varie regioni d’Italia assumendo caratteristiche diverse in base ai terreni sui quali veniva coltivato.

Vigneti intorno a Langhirano

Caratteristiche della Malvasia di Candia

In passato da questo vitigno si producevano vini dolci da dessert. Negli anni Sessanta del secolo scorso iniziò una produzione di Malvasia secca che si distingue per le sue particolari caratteristiche. Il vino si ottiene in purezza solo da uve del vitigno Malvasia di Candia, ha un colore giallo paglierino con riflessi che tendono al verde, un profumo intenso che richiama quello di vari fiori e un sapore fresco e saporito. La fermentazione e l’affinamento vengono effettuati in genere in acciaio e l’imbottigliamento avviene nella primavera successiva alla vendemmia. Il vino deve avere una gradazione minima di 11,5 gradi ma normalmente si trova a 12,5/13 gradi.

Grappoli di Malvasia di Candia

Abbinamenti

La Malvasia di Candia si può abbinare con i piatti di pesce, con carni bianche, con primi piatti con verdure, o in brodo o con panna, con formaggi poco stagionati e con vari salumi. Il vino si presta molto bene per l’abbinamento con un piatto tipico della zona di Parma: tortelli alle erbette.

Tortelli alle erbette

Storia dell’Azienda Vinicola Lamoretti

L’azienda fu fondata nel 1930 da Giuseppe Lamoretti che, emigrato negli USA, ritornò in Italia e decise di dedicarsi alla produzione di vini nel territorio di Langhirano. Acquistò dei fondi di fronte al Castello di Torrechiara e cominciò aa produrre vini da vitigni legati al territorio tra i quali spicca la Malvasia di Candia che nel territorio parmense si è ritagliato un ruolo enologico notevole. I vigneti dell’azienda ben esposti al sole sfruttano al meglio le caratteristiche del terreno che dà ai vini grande equilibrio e buona struttura. L’azienda fu poi guidata da Isidoro ed oggi è gestita dalla terza generazione del fondatore Giovanni e Mauro, che proseguono la tradizione di un lavoro serio che tenga conto della qualità del prodotto che comunque rispetti la sostenibilità fondata sul rispetto della natura. L’azienda organizza delle visite guidate per far conoscere la sua attività e poi i visitatori possono apprezzare il meglio della cucina emiliana accompagnata dai suoi vini, in particolare quella Malvasia di Candia che certamente è uno dei bianchi più apprezzati del territorio. Prenotate per tempo e così anche voi potrete godere di un’esperienza enogastronomica di grande piacere.

Produttori di Malvasia di Candia

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