Treviso, “la città dei portici”
Iniziate il vostro viaggio percorrendo la SS 53 Postumia e uscite a Treviso oppure uscite al Casello Treviso Sud della Superstrada Veneta per una visita alla città. Fin da tempi remoti Treviso nacque su tre alture in un’ansa del fiume Sile, diventò municipio romano quando Roma conquistò la Gallia Cisalpina. Il territorio della città era ricco di risorgive che alimentavano i vari corsi d’acqua intorno ed anche per la vicinanza della Via Postumia essa diventò un centro commerciale importante. Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente (476 d.C.) Treviso fu contesa tra Ostrogoti e Bizantini e fu governata poi prima dai Longobardi ed in seguito dai Carolingi. La città diventò libero comune nel 1164 con concessione dell’Imperatore Federico Barbarossa e si trasformò in Signoria nel 1137 sotto il dominio della famiglia di Ezzellino III, dei Carminesi e dei Carrraresi. La città nel 1388 si offrì spontaneamente alla Repubblica di Venezia che la mantenne sotto il suo governo per quattro secoli. In tutto questo periodo la città godette di grande benessere e per la sua importanza fu governata direttamente da funzionari veneziani. Treviso e il suo territorio alla conclusione della Terza Guerra d’Indipendenza (1866) fu annessa al Regno d’Italia. Alla fine dell’Ottocento la crisi economica spinse molti dei suoi abitanti ad emigrare in America, soprattutto in Brasile. Durante la Prima Guerra Mondiale dopo la sconfitta di Caporetto il territorio di Treviso diventò l’ultima barriera di difesa contro l’esercito austriaco sulla linea del Piave e lì si combatterono tenaci e sanguinose battaglie che poi portarono alla vittoria finale. Monumenti importanti della città sono la Cattedrale di San Pietro Apostolo, la Chiesa di San Francesco, il Palazzo dei Trecento, e la Loggia dei Cavalieri. Conclusa la visita uscite ed inseritevi ancora sulla SS 53 e all’altezza di Ponte di Piave utilizzate le strade provinciali per arrivare a San Polo di Piave.
San Polo di Piave
Le origini di questo borgo risalgono all’epoca romana ed era un luogo attraversato dalla strada che da Oderzo portava a Trento. Nel 667 i Longobardi distrussero Oderzo e il territorio passò ai vescovi di Treviso e Caneda. Ma San Polo invece fu assegnata al Patriarca di Aquileia perché lì vi era un facile guado del fiume Piave lungo la strada che egli percorreva per recarsi a Pavia, capitale dei Longobardi. San Polo nel 1388 passò sotto il dominio della Repubblica di Venezia e nel 1452 il borgo diventò centro di un feudo assegnato al capitano di ventura Cristoforo da Tolentino e dopo il 1506 passò alla famiglia Gabrieli che lo tenne per tre secoli fino alla morte dell’ultimo rappresentante Angelo Maria Gabrieli avvenuta nel 1805. Il feudo poi passò a diverse famiglie fino a tempi recenti del 1900. Monumenti interessanti di San Polo sono la Chiesa della Conversione di San Paolo, il Castello Papadopoli e il Palazzo Gabrieli. Conclusa la visita recatevi sempre a San Polo all’Azienda Vinicola Antonio Facchin per una degustazione enogastronomica e dove si conclude il vostro viaggio.
Storia del vino Raboso del Piave
Il vitigno Raboso ha una lunga storia che s’intreccia con la viticoltura veneta e friulana. Nel territorio di Treviso, sulla riva sinistra del Piave, sorsero numerose ville di nobili veneziani, i quali piantarono intorno numerosi vigneti creando interessanti aziende vinicole che si fondarono sul vitigno autoctono Raboso. E questa tradizione si è protratta fino ai nostri giorni. I vigneti della zona sorgono su terreni costituiti dai sedimenti del fiume Piave formatisi attraverso i millenni. La zona di produzione del Raboso si estende ad Est del Piave ed ha come limiti Conegliano a Nord, Ponte di Piave e San Donà di Piave a Sud e Motta di Livenza ad Est. Secondo il disciplinare dopo la vendemmia il vino deve stare in cantina per tre anni, di cui due in grandi botti di legno o in barrique ed uno in bottiglia.
Caratteristiche del Raboso del Piave
Il vino si ottiene da uve del vitigno Raboso, con licenza di aggiungere minime quantità di uve di altri vitigni a bacca nera. Il vino ha un colore rosso rubino che tende al color granata con l’invecchiamento, un profumo deciso, vinoso ed un sapore secco, forte, con leggera di sensazione di acidità nel retrogusto. Deve avere una gradazione minima di 11,5 gradi, ma si trova spesso anche a 14 gradi. Può essere invecchiato anche fino a 10 anni.
Abbinamenti
Il Raboso un vino di grande personalità che si può abbinare con piatti impegnativi come pasta e fagioli, brasato di manzo, bollito misto, selvaggina, cotechino e formaggi stagionati. Il vino si abbina bene con un piatto tipico di Treviso, la Faraona con peverada.
Storia dell’Azienda Vinicola Facchin Antonio
L’Azienda Facchin nacque nel 187’0 quando il signor Antonio cominciò a coltivare nelle vicinanze del Piave il vitigno Raboso su un terreno non molto esteso. Il grande passo di sviluppo si ebbe negli anni ’60 del secolo scorso quando i discendenti ampliarono l’attività con vigneti estesi per 70 ettari e variando la produzione anche ad altri vini come il Pinot Grigio e il Cabernet. Oggi l’azienda è condotta dalla quarta generazione rappresentata dai fratelli Angelo e Giuseppe che curano la vinificazione e dalla sorella Giusi addetta all’amministrazione e alla gestione dell’agriturismo dell’azienda. I Fecchin sono sensibili all’apprezzamento che mostra il mercato nei loro confronti e si impegnano a far conoscere i vini frutto del loro lavoro e perciò organizzano incontri con i clienti che in una visita enogastronomica possono conoscere la produzione dell’azienda, in particolare quel vino Raboso, che come abbiamo ricordato fu il primo prodotto che caratterizzò la nascita dell’azienda. Anche voi potete prenotare e partecipare ad un incontro enogastronomico per scoprire le grandi qualità del Raboso del Piave.











