Chieti

Iniziate il vostro viaggio uscendo al Casello Chieti dell’Autostrada A 24 oppure all’altezza di Chieti della SS 81 per una visita alla città. Sulla fondazione di Chieti esistono numerose teorie mitologiche fantasiose, invece nella realtà storica è accertato che essa fu fondata dalla popolazione dei Marrucini e che essi prima combatterono contro Roma e dopo il 304 a.C. diventarono fedeli alleati dei Romani nelle loro successive guerre con il nome di Teate Marrucinorum. Dopo la Guerra Sociale (combattuta tra il 91 e l’88 a.C.) gli abitanti ottennero la cittadinanza romana e la città fu abbellita con un Foro, un teatro, un anfiteatro e un acquedotto. Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente diventò centro molto importante dei Longobardi ma nell’801 fu distrutta dai Franchi, fu poi ricostruita e diventò capoluogo di una Contea Franca sotto la dinastia degli Attoni. Nel 1084 Chieti fu proclamata capitale degli Abruzzi da Roberto il Guiscardo, conte dei Normanni. La città sotto gli Svevi ottenne notevoli privilegi e nel 1273 dal nuovo re Carlo I d’Angiò fu proclamata capitale dell’Abruzzo Citeriore. Nel 1516 Carlo V concesse numerosi benefici e la città godette un periodo di notevole benessere. Nel corso del Seicento la città affrontò diverse crisi come la peste del 1656 ma in seguito essa ebbe una ripresa economica e dopo il terremoto del 1703 si ebbe l’occasione di effettuare numerose ristrutturazioni degli edifici pubblici e privati. Chieti, con tutto l’Abruzzo, nel 1861 diventò parte del Regno d’Italia. Monumenti interessanti della città sono la Cattedrale di San Giustino, la Chiesa di San Francesco al Corso e il Palazzo della Camera di commercio. Conclusa la visita uscite dalla città, inseritevi nella SP 15 e attraverso i Comuni di Cepagatti e Pianella raggiungete Loreto Aprutino.

Chieti: Cattedrale di San Giustino

Chieti: Palazzo della Camera di Commercio

Loreto Aprutino

La zona del borgo fu abitata da tempi remoti ma le prime notizie storiche documentate risalgono al IX secolo secondo le quali esso diventò feudo di Drogone, nipote del normanno Roberto il Guiscardo, e nel 1097 il feudo passò a suo figlio Guglielmo di Tascione. Nel 1252 l’Imperatore Corrado IV di Svevia concesse la diventata Contea di Loreto a Federico di Antiochia, ma quando Carlo I d’Angiò fondò il Regno di Napoli la Contea passò a Raoul de Soissons e poco dopo, per un intreccio di matrimonio, diventò patrimonio dei D’Aquino. La Contea nel 1569 diventò patrimonio della famiglia D’Afflitto, alla fine del XVIII secolo diventò titolare del feudo la famiglia Caracciolo e poi la famiglia dei Chiola. Monumenti interessanti di Loreto Aprutino sono la Chiesa e Convento di San Francesco, la Chiesa di Santa Maria in Piano e il Castello Chiola. Conclusa la visita recatevi sempre a Loreto Aprutino all’Azienda Vinicola Valentini per una visita enogastronomica.

Loreto Aprutino: Chiesa di Santa Maria in Piano

Loreto Aprutino: Castello Chiola

Storia del Trebbiano d’Abruzzo

Il Trebbiano d’Abruzzo ha una storia molto particolare. In realtà esso veniva associato al vitigno Bombino Bianco, diffuso nelle Puglie e nel Lazio, vitigno che ha una grande capacità di adattamento. Per questa sua capacità attecchì anche in Abruzzo e considerando che in esso furono individuati dei cloni di Trebbiano il legislatore stabilì che le uve di quel vitigno originario potevano definirsi Trebbiano d’Abruzzo. Comunque la storia moderna di questo vino iniziò negli anni ’60 del secolo scorso quando esso ottenne la DOC (Denominazione di Origine Controllata). La coltivazione del vitigno è diffusa un po’ in tutto l’Abruzzo, in particolare nei Comuni di Controguerra, Notaresco, San Martino sulla Marrucina e Loreto Aprutino. La maggior parte dei produttori utilizzano vasche di acciaio per la fermentazione e per l’affinamento, ma alcuni preferiscono utilizzare solo botti di legno grandi o barrique.

Vigneti nel territorio di Loreto Aprutino

Caratteristiche del Trebbiano d’Abruzzo

Il vino si ottiene da uve del vitigno Trebbiano d’Abruzzo (minimo 85%) e da uve a bacca bianca (massimo 15%). Ha un colore giallo paglierino, un profumo delicato e fragrante e un sapore secco, saporito, armonioso. Deve avere una gradazione minima di 11 gradi, ma si trova quasi sempre a 12,5-13 gradi. Deve essere bevuto entro l’anno.

Grappoli di Trebbiano d’Abruzzo

Abbinamenti

Il Trebbiano d’Abruzzo si abbina bene con antipasti leggeri, primi piatti di pasta con crostacei, piatti di pesce alla griglia o al forno. Il vino si abbina bene con un piatto tipico regionale: il Brodetto di pesce all’abruzzese.

Brodetto all’abruzzese

Storia dell’Azienda Vinicola Valentiniti

La storia dell’azienda ebbe inizio alla metà del 1600, quando la nobile famiglia Valentini, di origine spagnola, cominciò a produrre vino nella sua vasta tenuta agricola. In tempi più recenti, all’inizio del ‘900, Edoardo Valentini si impegnò a migliorare la qualità dei suoi vini tanto da essere definito il “signore del Trebbiano”. Negli anni Sessanta del secolo scorso con la concessione della DOC (Denominazione di Origine Controllata) al Trebbiano d’Abruzzo l’azienda Valentini confermò il suo prestigio di produttrice di vini di qualità in modo particolare con il suo Trebbiano. Dal 2006 l’azienda è guidata dal figlio di Edoardo, Francesco Paolo insieme alla moglie Elena e al figlio Gabriele. L’azienda possiede 65 ettari di vigne ma per scelta decide di limitare la produzione preferendo di mirare alla qualità piuttosto che alla quantità ed il successo commerciale sta a dimostrare la validità della scelta effettuata. I gestori dell’azienda, molto sensibili al rapporto con la clientela, organizzano visite enogastronomiche per far conoscere direttamente sul luogo la bontà dei loro vini, in special modo del loro Trebbiano d’Abruzzo. Anche voi potete partecipare ad uno di questi eventi prenotando per tempo la vostra partecipazione.

Produttori di Trebbiano d’Abruzzo

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