Bolzano, città di frontiera”

Iniziate il vostro viaggio uscendo al Casello Bolzano Sud dell’Autostrada A 22 del Brennero oppure all’altezza di Bolzano della SS 12 del Brennero per una visita alla città. In quella zona, nonostante la presenza di molte paludi, vi furono centri abitati già fin dall’epoca preistorica. Nel 15 a.C. il comandante Druso fece costruire sul posto un accampamento militare con il nome di “Ponte di Druso” perché già allora ed anche in seguito quello era un punto fondamentale di passaggio dall’Italia verso l’Europa Centrale. Nell’Alto Medioevo Bolzano fu contesa tra Longobardi e Bavari, ma poi nel 788 Carlo Magno creò la Contea di Bolzano e la assegnò alla Marca di Trento, che nel 1004 fu trasformata in Principato Vescovile di Trento che comprendeva le contee di Trento, Bolzano e Venosta e faceva parte del Regno d’Italia. Nel XIII secolo i vescovi di Trento cominciarono a cedere poco alla volta il potere ai Conti del Tirolo che diventarono infine i signori di tutto il territorio. Bolzano in questo periodo si ampliò notevolmente e diventò centro commerciale di grande rilievo per le fiere annuali che consentirono traffici intensi e vantaggiosi. Nel 1363 Margherita Contessa del Tirolo cedette i diritti ereditari agli Asburgo che dominarono la contea fino al 1918. Dal XV secolo in avanti Bolzano si sviluppò ulteriormente sia in campo economico che culturale sempre per merito degli scambi commerciali diventati ancor più intensi. Durante il periodo napoleonico il Tirolo fu governato dai Francesi ma nel 1815 ritornò all’Austria. Nel 1918 il Tirolo fu assegnato all’Italia e il Fascismo tentò di italianizzare tutto il territorio. Dopo la Seconda Guerra Mondiale vi furono contrasti tra Italia e Austria sulla questione dei diritti degli abitanti di lingua tedesca, ma dopo numerosi accordi alla fine l’Italia concesse alla popolazione di lingua tedesca ampia autonomia e forte difesa della loro lingua. Monumenti importanti di Bolzano sono il Duomo, il Museo Civico e il Municipio. Conclusa la visita uscite dalla città e inseritevi sulla SS 238 per recarvi a Merano.

Bolzano: il Duomo

Bolzano: Museo Civico

Bolzano: Municipio

Merano, “città turistica per eccellenza”

In epoca romana Merano si trovava al confine tra le province di “Rezia e Istria” ed in seguito vi fu costruito un centro fortificato per la sua favorevole posizione. Nell’Alto Medioevo si ebbe la prima menzione della città in un documento dell’857 con il nome di “Mairania”. Nel corso del XII secolo la città passò sotto il dominio dei Conti del Tirolo e nel 1317 ottenne dal Conte Leopoldo III i diritti di città e grazie ad essi si sviluppò notevolmente nel campo commerciale. Nei secoli successivi rimase capitale della Contea del Tirolo anche se perdette la sua precedente importanza commerciale. Nel 1815 il Tirolo fu assegnato all’Impero di Austria e nella seconda metà dell’Ottocento diventò un centro importante di “cura e villeggiatura” anche grazie al suo clima favorevole di tipo mediterraneo e alla costruzione della linea ferroviaria inaugurata nel 1881. Nel 1918 Merano fu assegnata all’Italia e rimase un centro turistico molto importante anche per merito della presenza del Kurhaus, famoso impianto termale, e all’Ippodromo di Maia che a settembre attira molti appassionati di ippica. Tra le due guerre Merano, a differenza di Bolzano, non venne stravolta dal Fascismo e rimase una città turistica di livello internazionale. Monumenti significativi di Merano sono il Duomo, il Kurhaus e il Teatro Civico. Conclusa la visita recatevi sempre a Merano all’Azienda Vinicola Tenuta Castello di Rametz per una visita enogastronomica e lì si conclude il vostro viaggio.

Merano: il Duomo

Merano: il Kurhaus

Merano: Teatro Civico

Storia del vino Schiava

Il vitigno Schiava sembra avere origini antichissime, risalenti addirittura al tempo dei Romani. Esistono diversi tipi Schiava: Gentile, Grossa e Grigia e un altro tipicamente locale. Questo vitigno cresce bene in terreni a composizione di argilla, di sabbia o ghiaia e pertanto la zona dell’Alto Adige si presta particolarmente alla sua coltivazione. In effetti oggi la coltivazione della Schiava è limitata al Trentino-Alto Adige soprattutto nel territorio compreso tra Bolzano e Merano e nei comuni di Andriano, Appiano, Termeno, Montagna e Bressanone. La fermentazione viene effettuata di norma in vasche di acciaio o vetroresina e l’affinamento in grandi botti di rovere o in barrique.

Vigneti intorno a Merano

Caratteristiche dello Schiava

Il vino si ottiene da uve del vitigno Schiava (minimo 85 %) e da uve di altri vitigni a bacca rossa (massimo 15 %). Ha un colore rosso rubino chiaro, un profumo tenue, elegante con sfumature di mandorla e gusto fresco e morbido. Deve avere una gradazione minima di 10,5 gradi ma si trova quasi sempre a 12,5/13 gradi. Può essere invecchiato fino a due anni.

Abbinamenti

Lo Schiava è un vino leggero che si abbina con primi piatti non eccessivamente saporiti come canederli in brodo, gnocchi al burro, risotti al pomodoro; secondi piatti di carni bianche e fritto misto, salumi come speck e formaggi freschi e non molto stagionati. Il vino si abbina molto bene con un tipico piatto locale, il Grostl tirolese.

Grostl tirolese

Storia dell’Azienda Vinicola Castello di Rametz

L’azienda ha una lunga storia che risale al 1227, anno in cui si trova menzione del castello, vecchio maniero medievale, dove nel 1271 si iniziò a produrre vino. Questa lunga tradizione fu ripresa e ampliata l’attività enologica tanto che alla metà dell’Ottocento l’azienda per prima introdusse in Alto Adige il vitigno Pinot Nero. Nella seconda metà del secolo scorso la famiglia Schmid rilevò l’attività e proseguì con successo la coltivazione di vitigni tipici altoatesini con l’obbiettivo di migliorare la qualità dei vini prodotti tra i quali il Riesling Renano, il Sauvignon, Pinot Nero, Pinot Grigio e soprattutto lo Schiava. L’azienda organizza visite enogastronomiche per far conoscere agli appassionati i propri vini. Anche voi potete prenotando partecipare a tali incontri per scoprire le qualità del vino Schiava.

Produttori di Schiava

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