Verona, “la città di Giulietta”
Iniziate il vostro viaggio uscendo al Casello Verona Sud dell’Autostrada A4 oppure all’altezza di Verona sulla SS 11 Padana Superiore per una visita alla città. Il territorio della città fu abitato fin dall’epoca del Neolitico ed in seguito fu sede dei Galli Cenomani, dei Veneti e dei Reti. Passò sotto il dominio dei Romani e divenne città importante per la sua posizione nell’ansa del Fiume Adige. Divenne colonia romana nell’89 a.C. e durante il I secolo d.C. accrebbe la sua importanza dimostrata dalla costruzione dell’Anfiteatro, conosciuto oggi come Arena. Subì le invasioni barbariche e passò sotto il dominio di Teodorico, re degli Ostrogoti. Si ebbe poi il dominio dei Longobardi e dei Franchi di Carlo Magno. Fece parte del Sacro Romano Impero creato da Ottone I ma nel 1136 diventò libero comune. La sua indipendenza ebbe termine quando fu fondata nel 1260 la Signoria con Mastino I della Scala e la città ebbe grande sviluppo e potenza sotto Cangrande della Scala (1308-1329), personaggio al quale Dante dedicò il Paradiso della sua Divina Commedia. Dopo un breve periodo di dominio dei Visconti di Milano e dei Carraresi la città decise nel 1405 di aderire liberamente alla Repubblica di Venezia che la governò fino al 1796, quando passò sotto il dominio di Napoleone. Nel 1815 al Congresso di Vienna Verona e tutto il Veneto furono assegnati all’Impero d’Austria che li mantenne fino al 1866, quando alla conclusione della Terza Guerra di Indipendenza diventarono parte del Regno d’Italia. Fino alla Prima Guerra Mondiale Verona visse un periodo di crisi che spinse molti suoi abitanti ad emigrare. La situazione non cambiò tra le due guerre del Novecento e solo dopo il 1945 Verona si sviluppò nel campo agricolo per merito soprattutto della sua grande produzione enologica e nel settore specializzato dell’agroalimentare. Verona è famosa per l’ambientazione che ne fece William Shakespeare della tragedia Romeo e Giulietta ed ancora oggi molti turisti si recano alla cosiddetta “Casa di Giulietta” per ammirare il presunto balcone dal quale essa parlava al suo Romeo. Un’altra importante attrattiva di Verona è la Stagione lirica che si svolge ogni estate durante la quale si rappresentano all’Arena celebri opere liriche che entusiasmano il numeroso pubblico. Nel novembre del 2000 Verona è stata inserita nella Lista del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco con la seguente motivazione: “Rappresenta in modo eccezionale il concetto di città fortificata durante diverse epoche significative della storia europea”. Monumenti importanti di Verona sono: il Duomo, San Zeno, Palazzo della Ragione, Arena e il “curioso balcone di Giulietta”. Conclusa la visita uscite dalla città e inseritevi nella SS 11 e recatevi a Soave.
Soave, “città enologica”
Il curioso nome del borgo deriverebbe dal termine “Suaves” cioè gli Svevi, popolazione germanica che si insediò in quel territorio fino all’arrivo dei Longobardi. Si ha una prima notizia del borgo in un documento testamentario del 932 che accenna a proprietà nel comune di Soave. Poi nel 934 si ha una prima citazione sull’esistenza del castello che probabilmente fu costruito su un precedente edificio di difesa risalente ai Romani. La costruzione del castello si giustificava a causa delle frequenti incursioni fatte in quegli anni dagli Ungari. Infine nel 1029 si fece riferimento alla Pieve di San Lorenzo come appartenente alla Diocesi di Verona. Il borgo si segnalò sempre come un centro vitivinicolo importante e non sorprende quindi che con il suo nome si sia indicato un vino tipico della zona. Monumenti importanti di Soave sono il Duomo, il Palazzo di Giustizia e il Castello Scaligero. Conclusa la visita recatevi sempre a Soave all’Azienda Vinicola Monte Tondo per una visita enogastronomica dove si conclude il vostro viaggio.
Storia del vino Soave
Il vino ha una lunga storia che risale all’Alto Medioevo e questo indica l’antica vocazione del territorio alla viticoltura e il borgo Soave in questa inclinazione occupa un ruolo molto importante. Anche il vitigno Garganega, base fondamentale del Soave, ha larga diffusione nella zona orientale della città di Verona. Infatti i comuni di produzione del Soave sono Colognola ai Colli, Montecchia di Crosara, Monteforte d’Alpone, San Bonifacio e Soave. La fermentazione in genere viene fatta in vasche di acciaio o in botti di legno, mentre l’affinamento si preferisce farlo in botti di rovere.
Caratteristiche del Soave Superiore
Il vino si ottiene da uve del vitigno Garganega (minimo 70%) e da uve di Pinot Bianco e Trebbiano di Soave (massimo 30%). Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi dorati, un “profumo ampio” con richiami floreali e un sapore pieno, deciso e leggermente amarognolo. Deve avere una gradazione minima di 12 gradi ma si trova quasi sempre a 12,5/13,5 gradi. Si può consumare entro il settembre dell’anno successivo alla vendemmia e può essere invecchiato fino a 4 anni.
Abbinamenti
Il Soave Superiore è un bianco di buona struttura e pertanto si può abbinare con primi piatti saporiti, come risotti alle verdure, con secondi piatti di carni bianche (come pollame e coniglio), crostacei e pesce di mare al forno. Il vino trova un ottimo abbinamento con un piatto tipico della zona, il “capretto al forno”.
Storia dell’Azienda Monte Tondo
L’azienda è stata fondata nel 1979 dalla famiglia Magnabosco nella zona di Monte Tenda, Monte Foscarino e Monte Tondo (che dà il nome all’azienda), un territorio da secoli con vocazione alla viticoltura. L’attività produttiva è seguita con cura dalla vendemmia alla vinificazione per ottenere il meglio che l’esperienza e la tecnologia possono offrire. Oggi l’azienda è condotta da Gino che, esperto enologo, si impegna a produrre vin legati al territorio come Valpolicella, Recioto Soave, Amarone e soprattutto Soave Superiore, un vino che negli ultimi tempi ha acquistato prestigio e grande successo commerciale anche sui mercati stranieri. L’azienda organizza visite guidate e possibilità di degustazione alle quali potete partecipare anche voi prenotando per tempo e per concludere piacevolmente il vostro viaggio.












